martedì 23 agosto 2016

Onetwothreefaw

Il nostro amico di 7pollici, ci manda un comunicato per condividere con la caserma, la nascita della sua nuova band. I soldati ti augurano il meglio cadetto Davide!


Onetwothreefaw è un duo punk-rock chitarra e batteria che suona tiratissimo e velocissimo senza fronzoli. Pezzi simpatici e stupidissimi da 1:30, una voce graffiante, coretti bubblegums, chitarra invadente e una batteria pestata conditi da un attitudine punk e uno spirito lo-fi fanno di questo duo una mina vagante. Il gruppo è nato ufficialmente nei primi mesi del 2016 ma i due suonano insieme dal 2000 in varie formazioni e gruppi musicali (Jojo In The Stars, ecc). In primavera in un paio di giorni hanno registrato in studio il loro primo lavoro contenente sette pezzi. A fine agosto uscirà il primo singolo "Chewi-Chewi" accompagnato da un video musicale fuori di testa e festaiolo. Comè nel loro spirito. A fine settembre uscirà il loro primo album "Fast and Trouble" per le etichette Winter Beach e Let's Goat Records.
Rimani aggiornato su: https://www.facebook.com/onetwothreefaw

First video coming soon

giovedì 18 agosto 2016

Bay Fest 2016


Day One
Il nostro viaggio verso uno dei litorali per eccellenza delle "vacanze italiane" inizia su un regionale scassatissimo che impiegherà 4 ore e 30 ad arrivare a destinazione. Giunti abbastanza presto sulla riviera di Rimini, decidiamo di farci rapinare per un ombrellone e due sdraio in ultima fila e stare un po' a mollo in un mare color palude. Finito il sollazzo, ci dirigiamo verso l'area del festival ed entriamo giusto un po' prima dell'inizio degli A Wilhelm Scream. La line up è essenzialmente quella che avevamo visto il mercoledì 10 al Punk Rock Holiday, dove il gruppo di New Bedford aveva asfaltato il main stage. Anche questa volta gli AWS fanno un prova degna di nota, penalizzata purtroppo da suoni penosi e chitarre inesistenti. Suoni a parte, come si fa a non amare Nuno e compagni?! Senza dubbio una delle migliori live band al momento...e il pubblico risponde alzando un gran polverone! Peccato che non abbiano suonato We Built This City! (On Debts and Booze). Dopo di loro tocca agli Strung Out. Al PRH han fatto un bel concerto, qui a Igea i suoni si sistemano e fanno  di nuovo un bel concerto (peccato per il cantante con poca voce)...nulla da dire...non me li sono mai cagati molto ma sentirli dal vivo è stato senza dubbio piacevole. I NOFX con Fat Mike in detox mi hanno sorpreso al PRH e qui al Bay Fest confermano la loro buona forma. Per me han fatto veramente un gran bel concerto...sempre in stile Nofx ovviamente...ma queste ultime due volte sono state diverse! Scalettona, a mio parere, con subito l'accoppiata bomba Linoleum e Stickin In my Eye e poi Idiots Are Taking Over. Si continua con 72 Hookers, 6 Years on Dope (nuovo singolo bomba) e Leave It Alone (Figata!). E ancora old skool con  Bob e Lory Meyers con Jen delle Bombpops come ospite sul palco. Herojuana, a dire di Fat Mike uno dei suoi pezzi preferiti (e anche dei miei) e poi Moron Brothers per finire. Nei bis suonano un pezzo nuovo dedicato a Tony Sly, I'm Sorry, Tony (non un gran che...) e chiusura con Theme From a Nofx Album e Melvin che va avanti a oltranza a suonare la fisarmonica. Godo un sacco che non han fatto Don't Call Me White e  Kill All The White Men...quanto odio quei pezzi...e i fenomeni che iniziano a pogare al mixer...qui comunque la scaletta completa. Che dire...bel live, han suonato compatti, gran scaletta...mi è piaciuto proprio...esco dall'area concerti soddisfatto.

Day Two
Dopo un Ferragosto passato sotto l'ombrellone, ci dirigiamo verso l'area concerti per l'inizio degli Slander. La sensazione appena entrati è che ci sia un terzo della gente di ieri...gli occasionali che ogni anno trovi a sentire i NOFX sono andati a casa...peggio per loro! Avevamo lasciato i veneti mentre aravano il beach stage del PRH, e questa volta li aspetta un palco più impegnativo nelle dimensioni. Tuttavia ciò non li svantaggia e tirano fuori una gran prova! Veloci, diretti, riffoni ignoranti, Samall che corre a destra e a manca...così si fa, bravi! Ci si vede il 31 a Milano con i Gorilla Biscuits! Dopo di loro tocca ai Derozer. E' tanto che non li vedo e le mie aspettative sono alte...ma più vanno avanti a suonare più mi sale la tristezza. Non so perché ma non mi hanno proprio preso...e dire che comunque han suonato bene e han fatto una bella scaletta. Anche il pubblico l'ho visto un po' spento...i singalong su Mururoa e Lungo la Strada si sentivano a malapena. Parte Nuova Generazione e un "veterano" di fianco a me mi dice: "Questa l'han presentata alla festa di natale della mia scuola. Era il '99 e Mendez lanciava le lattine di birra sui ragazzini, dio xxx". Per i Satanic Surfers vale lo stesso discorso degli Strung Out: non me li sono mai cagati. Seguo il loro live distrattamente, prima da lontano guardando i fuochi e poi più da vicino mentre bevo una birra...meglio rispetto a quando li vidi al PRH l'anno scorso, ma comunque mi lasciano abbastanza indifferente. Infine tocca agli Screeching Weasel. Dopo la sfuriata del Groezrock 2014 in pochi si sarebbero aspettati di rivedere Ben Weasel nel vecchio continente...ma poi c'è stata Londra...e poi Bellaria Igea Marina! Mai mi sarei aspettato di non dover prendere un aereo per andare a un loro concerto! Quindi grazie agli organizzatori che si sono fatti gli sbatti di portare in riviera questo personaggio. Per me è difficile avere un opinione oggettiva su di lui/loro, penso sia una di quelle band/personaggi che o li ami o li odi. Io personalmente li amo e che li si voglia chiamare Screeching Weasel, Ben Weasel & Friends o Ben Weasel Karaoke secondo me han fatto un gran concerto! Brani belli tirati, tutti attaccati, zero pause, band solida e Ben in super forma anche se aveva la voce bassina (volutamente?). Scaletta spettacolare stile best of (un sacco da My Brain Hurts) e tutti a cantare! Poche pause giusto per ripetere le cagate sulla Monster Energy e per raccontare l'episodio della pace fatta con Fat Mike (Si sono incrociati all'hotel dove stavano le band e Mike ha regalato a Ben un quadretto ricamato con sopra un orso, animale simbolo della California, e un tasso, animale simbolo del Winsconsin, che si stringono la mano come segno di pace...momento storico del punk rock avvenuto a Igea Marina! XD ). Poi Andrea Manges "Italian legend" cit. è salito a suonare Cindy's On Methadone e Spasio si è intrufolato sul palco a cantare My Brain Hurts (placcatissimo dalla security XD ) e il concerto è finito come sempre sulle note di Cool Kids. Ho sentito pareri molto contrastanti sul loro live, chi li amati, chi invece si è annoiato...io sinceramente dopo un concerto del genere non posso che promuoverli...sarà solamente cuore...sarà pure una rievocazione anacronistica...ma finché dal vivo vengono suonati certi pezzi non posso che emozionarmi.
Qui il commento di Ben sulla sua esperienza italiana. 

lunedì 15 agosto 2016

Punk Rock Holiday 1.6

Punk rock holiday 1.6: cosa c'è realmente da dire? Hanno suonato i Descendents... il live report potrebbe finire qui ma ci sono state chicche di livello, momenti esilaranti, birra, grappe, gare di blasfemia e... pioggia e freddo fottuto! Impossibile fare un report dettagliato, ci limitiamo a raccontarvi i momenti salienti.


Day #0 - Warm up show
Giornata perfetta: il sole scalda e si può fare il bagno al fiume anche se l’acqua è gelida. Il campeggio è già pieno e in giro si vedono Milo e Joey Cape fare foto con i fan. Ci rendiamo subito conto che il merch delle band è deludente. Fortuna che c’è il banchetto della Fat Wreck direte voi… invece anche loro fanno cagare: aprono i battenti alle 20, li chiudono alle 22 e fanno subito il sold out. Gestione a culo ma a quanto pare vincente. Poco male però perché la festa inizia già con gli Useless I.D. ma è con i Lagwagon che il pubblico esplode: suonano una valanga di pezzi da Hoss e il pubblico è incredulo dalla felicità. Set bello, anche se avrei voluto qualche pezzo in più da Let’s talk about feelings. Chiusura bomba con i Sick Of It All, che si confermano essere degli animali da palcoscenico. Ottima partenza coronata da un bel after party in spiaggia. 

Presa bene - Photo by Claudine Strummer

Day #1 - Tocca a Milo & Co.
Il tempo sembra promettere bene… sembra, ma ci fotte a tradimento. Siamo ancora presi beni per i Flag (qualcuno anche per gli Iron Regan) quando salgono sul palco i Bouncing Souls: sparano uno dei set più belli del festival con una scaletta che sembra composta solo di sing-a-long paurosi. Sul finale si intravede l’inizio del dramma: inizia a diluviare proprio su Hopeless Romantic e True Believer  - da qui in avanti ribattezzata “we are the cuba libre”. La cosa però è emozionante perché il pubblico continua a fare stage diving come se non ci fosse un domani. Finito il set la pioggia sembra dare tregua. Già cantiamo vittoria quando i Descendents salgono sul palco... però poi capiamo che se vogliamo vedere la band migliore del pianeta dobbiamo sopportare l’acqua. Il concerto ce lo becchiamo sotto il diluvio ma col cazzo che schiodiamo: siamo commossi e nonostante la falsa partenza (Milo sembra senza voce per i primi 4/5 pezzi) il concerto si rivela una bomba atomica. Qui il video, impossibile descrivere l'emozione. 
Ritorno a casa drammatico tra fango e diluvio, ma ne è valsa la pena.

Gli eroi - Photo by Claudine Strummer

Day #2 - NOFX + Agnostic Front = T.N.T.
Piove tutta la mattina e tutto il pomeriggio. Alle 19 spiove ma il fango è ovunque. Decidiamo comunque di non mollare il colpo e veniamo premiati. A Wilhelm Scream impeccabili, NOFX per una volta suonano facendo delle pausa accettabili (quanto Fat Mike parla sento il rumore di palle che rimbalzano sul pavimento) e…. gli Agnostic Front! Delle mine di ignoranza al napalm. Miglior set della giornata. Nota di merito anche per gli Strung Out che contro le mie aspettative hanno fatto un grande set. 

Authority Zero - Photo by Claudine Strummer

Day #3 - Jello is an angry punx
Non piove più ma fa freddo. Voci di corridoio dicono che Imbalzano ci ha spedito una coperta calda e una partita di ’nduja che però non è mai arrivata a destinazione. Abbiamo un momento di cedimento quando al banchetto della pizza dei rastoni puzzoni si mettono a ballare sulle note dei Persiana Jones. Il mondo sembra fare schifo. Ma ci facciamo forza: i Flatliners generano un dibattito feroce tra chi li ha trovati perfetti e chi invece ha schifato la scaletta. Per quel che vale la mia opinione mi sono garbati parecchio. Vincitori della giornata gli Authority Zero che riescono a movimentare il pubblico alla grande. Poi Jello Viagra sale sul palco e, anche se la band suona da paura, non risulta molto trascinante. Solo 4 pezzi dei Dead Kennedys, filippiche sulla corruzione e tanta presa male. La cosa più divertente del set è che quando la gente sale sul palco per fare stage diving, Jello la butta giù personalmente con tanta cattiveria: “dude, this is my show, not yours”. Best moment: una ragazza gattonando cerca di passare sotto le gambe di Jello che per poco non le cade rovinosamente addosso.
Niente after party in spiaggia, troppo freddo stasera, si va avanti a casa con caffè borghetti gentilmente offerto dal Maggiore Lupo (fornitore ufficiale di alcol per tutta la vacanza).

Slander - Photo by Claudine Strummer

Day #4 - Off With Moyano
Il sole c’è ma non ci sono gli Off With Their Heads. La cosa rende la giornata poco interessante musicalmente. I Total Chaos avrebbero dovuto suonare nello stagno (cit.), i No Fun At All sembrano i Bad Religion dei poveri e i Millencolin hanno fatto uno show pietoso… o almeno così mi hanno detto perché mezza caserma a quel punto stava presidiando il banchetto delle grappe con immenso successo. Unica band veramente figa della giornata gli Slander (Italians do it better!). La giornata sembra essere stata poco entusiasmante ma non è così: è stata aggiustata dalle perle di saggezza blasfema di Moyano (chi legge questo blog non può non sapere chi è costui) e dal Live Punk Rock Karaoke. Sul palco a caso 100 persone alla volta sulle note di  Nofx, Rancid, etc. After party bomba per una chiusura di festival da paura!

Pvt. Machete: Che aggiungere? Il Punk Rock Holiday come al solito è stata la miglior festa che degli stronzi come noi possano volere, pur avendola trovata per vari motivi un po’ sotto lo standard fissato l’anno scorso ha comunque dato la paga a tutti gli altri giorni dell’anno, festività incluse. Gli Authority Zero si son rubati lo show e si son portati a casa il miglior live della settimana (secondo me eh) tenendo tutto quanto il PRH in pugno dal primo secondo all’ultimo, ho visto per la prima volta i Descendents e son stati la band più veloce che io abbia mai visto (trova la cit.!), i NOFX han fatto uno show d’altri tempi: poche chiacchiere, pezzi suonati velocissimi e pochissimi errori, mi fa girare un po’ i coglioni che siano gli unici con cui la security ha fatto la security italiana durante lo show, l’atmosfera ne ha un po’ risentito. Tra l’altro nel pit ho perso il cellulare e mi è toccato cagare senza smartphone. Altri tempi eh. 
I Lagwagon mi han preso il cuore come al solito, i Millencolin me l’hanno spezzato facendo inopinatamente cagare a spruzzo, peggior concerto mai visto fare a una band di cosiddetti professionisti. A Whilelm Scream di una violenza e di una precisione mostruose, secondo tanti sono i migliori al mondo a suonare live il genere e non mi sento di dargli troppi torti… Idoli del PRH i tipi vestiti da donna che andavano in giro cantando “Don’t Call Me Wife”, il tipo che ha provato a fare stage diving con 2 birre in mano e la sopracitata tipa che ha provato a farsi menare da Jello Biafra. Unico posto al mondo dove puoi vedere robe così… 
See you next year, Tolmin!

sabato 13 agosto 2016

Biffers - Vice

KungFu Records - 2016

I livornesi Biffers, specializzati in lanci con paracadute, sfornano la loro nuova fatica e ci chiedono il nostro inutile parere. E chi sono io per negarlo? Ovviamente con doveroso ritardo...
I ragazzi sono cresciuti, che fa ridere dirlo e fa molto "Amici di Maria", ma dopottutto è la verità... sfornano 12 canzoni registrare alla perfezione, composte con una certa saggezza e cantate dalla voce più calda della scena (che fa davvero la differenza).... insomma sembrano una band seria (e anche questo fa un pò la differenza).
Il sound Green Day impera sovrano, quindi potete facilmente immaginare di cosa si stia parlando... a tratti la cosa è smaccata a livelli un pò esagerati ("Having fun"), a tratti invece i ragazzi tirano fuori le palle e ci mettono un pò più di personalità componendo pezzi come "Made it through" e "No one but me" in cui tra l'altro viene ancora più fuori la voce di Darione (e la sua pronuncia inconfondibile).
In definitva - e a mio parere personale - i Biffers riscattano l'insipido EP "Frankie Road" e confezionano un buonissimo lavoro. Gli amanti dei Green Day che non si fanno menate saranno felicissimi di questo dischetto made in Italy; al contrario gli amanti dei Green Day che si fanno menate lo schiferanno senza motivi fondati ed infine chi, come me, non ha mai cagato più di tanto i Green Day tornerà ad ascoltarsi "California" dei Blink. E voi da che parte state?

giovedì 11 agosto 2016

The Dictators NYC @ Magnolia, Milano


Dopo mesi che non mettevo piede al Magnolia, mi ritrovo di nuovo lì per la seconda volta in una settimana: questo giro per vedere la storica band prepunk newyorkese The Dictators (uffcialmente The Dictaors NYC).
Quando arrivo, gli opener Negative Approach hanno già suonato, ma dato il mio scarso amore per l'hardcore non me ne dispiaccio troppo. Il pubblico non è molto numeroso, gli spettatori sono circa un centinaio, ma considerato che siamo nel cuore di agosto, che minacciava pioggia e che il concerto questa volta non era gratuito, ci può stare.
Dopo poco sale sul palco la band, con alla chitarre il membro originale (ed ex Manowar) Ross The Boss e l'aggiunta successiva Daniel Rey, e attacca subito con Master Race Rock. Il concerto dura un'oretta abbondante e in scaletta si succedono i classici del periodo '75-'77, come Stay With MeFaster & Louder, insieme ai brani degli album pubblicati nell'ultimo decennio e mezzo, tra cui le gustose Pussy & Money e Haircut & Attitude. Il protagonista indiscusso è lui, il tamarrissimo e irresistibile Handsome Dick Manitoba, che per tutto il concerto intrattiene e coinvolge il pubblico impazzando sul palco e sciorinando aneddoti e battute. La sua simpatia fa perdonare alcune sbavature dei suoi soci e i suoni non eccezionali del palco del locale. La chiusura è affidata alle cover di Search & Destroy e Kick Out The Jam, omaggio alle influenze della band. 

Aldilà della musica, ho apprezzato molto la genuinità e l'onestà della band: si poteva percepire chiaramente che si trovavano sul quel palco dopo più di quarant'anni di carriera perché davvero avevano voglia di suonare dal vivo e di portare in giro la propria musica. Un elemento che credo abbia contribuito al divertimento generale del pubblico nonostante molti, incluso il sottoscritto, non ne conoscessero poi così bene il repertorio.

Solo, abbandonandosi un attimo a una riflessione più ampia, se un pubblico dall'età media sui quaranta che assiste al concerto di una band oltre i sessanta è diventata la norma per il nostro ambito, viene da chiedersi: Who Will Save Rock N' Roll ?

Foto gentilmente rubata a un'amica

venerdì 5 agosto 2016

The Real McKenzies @ Magnolia, Milano


Ascolto gli scoto-canadesi Real McKenzies da parecchi anni e anche se non mi considero un appassionato – ho tre album su un totale di undici – ho sempre apprezzato il loro celtic punk. Non ho voluto perdere quindi l’occasione di vederli dal vivo al Magnolia, tanto più gratuitamente.
Arrivo qualche minuto prima delle dieci e mezza e il pubblico, non molto numeroso, attende l’inizio del concerto – non c’è una band di supporto. L’apertura è affidata al suonatore di cornamusa, alto e grasso come mi aspettavo, a cui poi si unisce la band. Paul e soci, rigorosamente in kilt, sono carichi e di buonumore e marciano lungo la scaletta, tra brani del nuovo album “Rats In the Burlap” e classici del repertorio, come Pour Decision e Scots Wha' Ha'e, fermandosi ogni tanto per dare un’accordata agli strumenti. Il pubblico inizialmente è freddino, pur applaudendo convintamente dopo ogni canzone; sarà un po’ la consistenza numerica ridotta, un po’ il clima che minaccia pioggia. Man mano che si va avanti però l’energia della band e gli sforzi di Paul, ormai a torso nudo e grondante di sudore, per tirare in mezzo gli spettatori scaldano gli animi; il mio personale favoritismo lo vincono definitamente suonando la cover di Sailorman dei Turbonegro,a  cui seguono due brani tra i miei preferiti in assoluto nel loro repertorio: Mainland e The Skeleton and The Tailor.
I ragazzi, almeno nello spirito se non nell’età, non si risparmiano e compreso il bis superano le venti canzoni, scelta che se da un lato è apprezzabile nelle intenzioni, dall'altro nella pratica rende stucchevole il finale, che di per sé sarebbe stato invece interessante venendo affidato a due versioni a cappella – nel senso ovviamente dell'essere cantante senza strumenti e non dell’essere suonate a cazzo di cane- delle tradizionali Wild MountainThyme e Barrett’s Privateers.

In definitiva comunque gli scozzesi d’oltreoceano hanno sfornato un bello show, godibile e divertente, che consiglio di non perdere a chi ne abbia l’occasione.

martedì 2 agosto 2016

NO REASON TO THE FEST


TUTTO PRONTO PER IL NO REASON TO THE FEST
L'evento organizzato da Noreason Booking in collaborazione con Trivel e Venezia Hardcore,
 si terrà a Margherà il prossimo 10 agosto.

Agosto mese di vacanze, ma anche di festival. A rendere ancora più incandescente quello che nella testa degli italiani il mese che per antonomasia significa "ferie", ci pensano NoReason Booking in collaborazione con Trivel e Venezia Hardcore. Il prossimo 10 agosto, al Phobic Club di Marghera andrà in scena NO REASON TO THE FEST.

Un appuntamento unico ed irripetibile per tutti i punk rockers che non sapranno cosa fare in attesa del Bay Fest, o di quelli che non hanno fatto in tempo ad acquistare i biglietti per il Punk Rock Holiday in Slovenia. Quella del NO REASON TO THE FEST sarà una line up di tutto rispetto con: The Flatliners, Such Gold, Regarde, Edward In Venice, Second Youth e Frode Alimentare.

Appuntamento quindi per mercoledì 10 agosto al Phobic Club di Marghera. ingresso 8,00€ a partire dalle 19.30 . Biglietti acquistabili direttamente in cassa.

domenica 31 luglio 2016

Radio Days - Back In The Day

Surfin' Ki Records - 2016

Il disco è uscito in primavera, ma ovviamente il terrorismo internazionale mi obbliga a recensirlo il 31 di Luglio... il lato positivo è che almeno saprete quale sarà la colonna sonora della vostra estate!
Il trio dei Radio Days, orfano di Asso, mette la sveglia per la rivoluzione e dopo 2 anni da "Get some Action" sforna un disco fantastico, probabilmente il migliore, secondo solo all'insuperabile "Midnight cemetery rendezvous".
Sul piatto abbiamo 14 canzoni di cui un abbondante 50% sono dei classiconi come "Deep blue eyes" e "Out of the shade", power pop targato Voghera, solido, melodico, unico. Formula vincente non si cambia.
Il rimanente 50% invece è quello che fa schizzare il disco verso vette vertiginose. L'apertura è affidata a "Why Don't You Love Me Anymore" ed è subito Beatlesmania! Dalla melodia fino ad arrivare alla voce di Dario, tutto ti fa ricordare i Fab Four (del periodo pre-morte di Paul, ovviamente). A questa partenza incredibile ci aggiungo "You won't fool me twice", "You bring me down" e la conclusiva "Betta" ... e Liverpool non è mai stata così vicina. Credetemi, eccezionale veramente!
Da segnalare "Your words", dagli inspiegabili ritmi in levare. I primi 10 secondi ti spiazza, controlli la copertina del disco e ti aspetti una foto del Bare che sfascia il basso sul palco... Voghera Calling... ma invece no, sono sempre i Radio Days che giocano con il reggae ad occhi chiusi, lo mixano con il pop e impiattano il pezzo migliore del disco.
La banale conclusione a questa banale recensione non può che essere questa: Ascoltate il disco e "Fidatevi"Radio Days bandcamp!

sabato 30 luglio 2016

Striped & Ammonia presenta: nuovo EP per gli Honey



Oggetto: “Blast”, ovvero il nuovo Ep degli Honey da Rimini
Produttori: Striped Records + Ammonia Records
Influenze: Blink 182, Nofx, MxPx
Registrato: da Alex "Bounty" Conti
Uscita: prevista per il prossimo 5 agosto
Dove si compra: http://www.stripedmusic.com/tags/honey?sort=alphaasc
Dove vederli: sul palco della seconda giornata del Bay Fest (15 agosto) in compagnia di Screeching Weasel, Satanic Surfer, Derozer, Slander e Lags.
Dove si sente: sul loro bandcamp https://honeypunkrock.bandcamp.com/album/blast

A breve recensito dalla Caserma....e saremo cattivissimi.

giovedì 28 luglio 2016

Mega - Conversation About Nothing

OCW023 - 12" - 2016

Torno a casa da lavoro, via le scarpe, apro il frigo, ok birretta c'è, tiro su il coperchio del giradischi e mi sento ancora una volta Conversation About Nothing.
Il nuovo disco dei Mega non mi stanca e in una settimana non so quante volte l'ho già ascoltato.
Questo 12" composto da 10 tracce, va assaporato un po' alla volta e attentamente, proprio come sorseggeresti l'ultima birra rimasta in frigo, piano piano per godertela fino in fondo.
È un disco immediato ma nel contempo a ogni giro di piatto, spunta fuori qualche piccolo dettaglio che al giro prima ti era sfuggito.
Apre con Really Fucking Sucks, bella coltellata al cuore, ma va bene così, ci è successo tante volte, abbiamo le spalle larghe e preferiamo andare avanti buttandoci nei ricordi e nella malinconia di I Wrote Erich Fromm, seconda traccia della quale c'è anche un video veramente ben fatto che i più anzianotti apprezzeranno a pieno!
Andando più avanti di qualche traccia troviamo Spend The Night, la mia preferita e perfetto sunto di tutti i nostri concerti da sfigati in cui speriamo solo di tornare a casa con la nostra ragazza dei sogni.
Il disco continua alternando pezzi più o meno veloci, ma non abbandona mai quel velo malinconico e un po' triste che a me personalmente piace tanto.
Se vi aspettate un classico disco punk rock condito di tutti i soliti clichè, allora forse Conversation About Nothing non è quello che stavate cercando, ma se (lo spero per voi) avete la mente quel tantino aperta che vi fa apprezzare sfumature leggermente diverse, di un genere che nel 2016 spesso non riesce ad aggiungere più nulla di nuovo, allora correte a ordinarlo.

Packaging con sacchettone di plastica rigido e disco serigrafato a mano (alcune copie in edizione pazza con colorazioni pazze) come ci sta abituando da qualche tempo la One Chord Wonder, che stavolta ha sfornato proprio una chicca da collezione, ma non ditelo a Speciani che poi si monta la testa.