giovedì 17 agosto 2017

Speed Stroke - Fury

Bagana Records - 2016
Ascoltare un buon disco è sempre un piacere, ma c'è una soddisfazione in più quando supera anche le tue aspettative. Da fan dello sleaze rock ho sempre sofferto del fatto che l'Italia non riesca a sfornare band e album che siano al livello della produzione straniera, in particolare della fertilissima Svezia. Soprattutto perché basta andare a un concerto per rendersi conto che esiste un pubblico appassionato e numericamente rilevante. 

Un primo segnale che le cose possano andare diversamente mi è arrivato qualche anno fa con l'album di debutto dei Seventh Veil, che hanno poi scelto altre strade sonore mantenendo comunque la qualità alta. La conferma definitiva che il nostro paese può giocare ad armi pari coi cugini nordici e americani mi è arrivata invece qualche settimana fa con "Fury", seconda fatica discografica degli Speed Stroke, uscito nel 2016 per la Bagana Records.

Il quintetto di Imola centra in pieno il bersaglio con una fucilata di hard rock rovente, un famelico assalto sonoro che non lascia prigionieri. Il sound guarda con attenzione sia alla lezione del Sunset Strip dei tempi d'oro sia al rinascimento scandinavo, senza per questo mancare di personalità, ed è esaltato da una produzione e una registrazione di alto livello. Le chitarre si dividono tra riff e assoli, mostrando un gusto melodico sorprendentemente maturo, spinte da basso e batteria che danno anche un contributo fondamentale nei momenti più dinamici. La voce, solitamente il tasto dolente tra le band nostrane, supera a pieni voti la prova: potente e intonata, anche sugli acuti, con un timbro non distintivo ma adatto al genere. Non da ultimo, e non da poco, azzecca anche la pronuncia.

Le canzoni girano bene anche dal punto di vista compositivo, si fissano in fretta in testa e si prestano bene a essere canticchiate e ballate, come vuole il genere. Ma si sente anche la cura nei dettagli, con un bridge, un assolo o un break che arrivano spesso al momento giusto a dare quel qualcosa in più.

La band sguazza nell'atmosfera festaiola, come nell'opener e singolo Demon Alcohol o nella scanzonata e irresistibile Bet It All, che non avrebbe sfigurato sull'album dei grandi nomi della stagione losangelina. La furia che dà il titolo si fa sentire anche nei pezzi più arrabbiati, come l'ottimo altro singolo Believe In Me o Lock And Key, dall'atmosfera più contemporanea. C'è spazio anche per qualche  episodio strappalacrime: From Scars To Stars si fa godere, grazie anche al bel lavoro delle chitarre sulle melodie; City Lights, ballad semiacustica, invece è l'unico passo incerto dell'album, per quanto non da scartare.

"Fury" nel complesso è un album solido, ben riuscito e che merita un ascolto da parte di tutti i fan dello sleaze. Gli Speed Stroke sono riusciti a sfornare finalmente un album italiano che può rivaleggiare senza timori con gli epigoni stranieri. E scusate se è poco.

martedì 1 agosto 2017

SNAFU 2.0: LEECHES + DEROZER @ Villa Tittoni

Buone vacanze dalla Caserma con un live report di TOMMY 27 per chiudere in bellezza questa stagione. Buon mare, buona montagna a tutti, noi andiamo in Libia a far casino.


E' da un bel pò che non vado a Villa Tittoni anche se sono anni che i concerti proposti non sono male: trovo il palco spostato ma il resto tutto uguale. La serata promette malissimo, il cielo è pieno di nuvole e carico di lampi, penso che questo abbia scoraggiato molti dall'uscire di casa: in realtà sarà l'unico posto della Brianza dove pioveranno solo poche gocce: che culo!

Arrivo a metà set dei Leeches: solita formazione e solita bella prova dei quattro che giocano pure in casa e che han portato un bel pò di pubblico (che si son spostati in massa direttamente dal punk raduno). Il palco alto non gli rende giustizia, meglio più a contatto del pubblico ma solita ottima prova con chiusura con King Kong, Dead people are dead e no sport. Purtoppo sul finale si beccano una bell'acquata ma vanno avanti imperterriti mentre il pubblico scappa sotto i pochi tendoni a lato palco: lo stand della rock fest di Novedrate ringrazia con un'affluenza inimmaginabile! Bella la scena degli sbirri che si chiudono in macchina...

Smette di piovere e salgono i Derozer con il "solito" Zamu dei Duracell al posto del Mendez, ed è sempre un dispiacere non rivedere quel pazzo ciccione ma tant'è! Li avevo sentiti un paio di mesi fa al Live a Trezzo ma l'impressione è sempre peggiore: poco pubblico (anche per la pioggia che sembra incombere) e pezzi nuovi decisamente pallosi; ci sta invece risentire Bar, 144, Suzy, 2100, Mururoa. Piccolo pogo di giovani a petto nudo ma non scatta il delirio neanche sull'ovvio finale con Alla nostra età e Branca Day. Alla fine suonano un'ora e dieci e sinceramente non me ne accorgo. Imbarazzante Seby con una bandana da gruppo NY Hardcore ma ottimi i continui lanci di lattine di Moretti dal palco (ottimo che ne acchiappo una che ci stava proprio).

Riconosco nel pubblico molte facce di vecchietti segno che volenti o no i Derozer una volta han fatto storia, anni fa...

27tommy

lunedì 17 luglio 2017

SNAFU 2.0: Punk Rock Raduno - Friday Night

Tommy 27 è velocissimo. Più veloce di tutti e stavolta scrive pure in italiano cose che in parte posso dire di condividere. Anche quest'anno purtroppo ho vissuto il Raduno non tanto quanto mi sarebbe piaciuto. Nonostante questo ho percepito un'organizzazione e una creatività davvero degne di nota. Non ho davvero nulla da dire, nessun consiglio da dare. Mi è sembrato tutto bello così, nella sua semplice complessità. 
Effettivamente, come farà notare Tommy 27 nella recensione, nonostante la tantissima (a.k.a. davvero tantissima) gente anche a me è sembrato di conoscere tutti, uno per uno. A questo punto mi chiedo cosa si debba fare per attirare i ragazzini.... considerando che anche la "generazione Gerson" sembra essere scomparsa dai locali... a parte Moyano che si è convertito in prezzemolino... tutti gli altri sembrano essersi sciolti come neve al sole. Il destino è nelle nostre mani... e forse anche un po' nei muscoli dei Travoltas, vestiti bene per l'occasione.


Anno 2001 (o giù di lì..) Leoncavallo a Milano: Mr T Experiience di spalla ai Queers: delirio totale, Leoncavallo pieno con gente fin sopra la rampa da skate! Anni d'oro del pop punk si riempivano i locali...2017, risento dr. Frank in elettrico (da quel concerto al Leoncavallo l'avevo sentito una volta in acustico da solo proprio qui all'Edonè).

Partiamo dal principio: punk rock raduno volume 2; aspetto solo Dr. Frank. arrivo verso le sei ed è il deserto dei tartari: fortunatamente le cose cambiano col passare della serata: suonano un paio di gruppi ma ci faccio poco caso e poi quelli che per me sono la sorpresa della serata: i Lone Wolf, quartetto olandese che alterna voce femminile a quella di un pelato simpaticissimo; non li avevo mai sentiti ma mi prendono, pop punk Lookout style ben fatto: promossi e compro anche il loro strano sette pollici "morbido". Tra l'altro scopro poi che saranno il gruppo di supporto a Dr Frank e si si comporteranno benissimo!

I La crisi non mi piacciono...

Poi ci sono i Peawees che rifanno il loro disco migliore (per me..) Dead end city: quando è uscito l'ho mangiato letteralmente, lo conosco a memoria e voglio sentire come lo propongono. Iniziano un pò scarichi ma poi il concerto cresce e diventa un gran delirio: rifanno tutto il disco compresa Boss Hoss e la cover di Proud Mary, Hervè è un grandissimo frontman: suona e tiene il palco come pochi e il batterista una bestia scatenata...finalmente anche un po' di pogo. Chiudono con wild about you...grandi! Ovviamente li preferisco in questa versione che in quella più rock and roll che poi hanno preso: ma loro son dei grandi perchè fanno quello che amano, avanti così e magari fate un pò più di live durante l'anno. I Peawees sono davvero una gran band!

Arriva poi il momento: Dr Frank: si presenta sul palco in una forma imbarazzante; trangugia birra per tutto il set, è ingrassato e ha l'abbigliamento di un benzinaio del Wiscounsin (o di Gallarate). Ma lui è Dr Frank: in pratica con altri due o tre pazzi si è inventato il pop punk! E tutti lo aspettano: quando inizia scatta subito un gran delirio: pogo e birra versate a go go, salvagenti che volano: che palle quando ti arrivavano in testa finchè uno si rompe il cazzo e ne buca uno dei due... Credo che pure lui si sorprenda dell'accoglienza.

Cazzo la forma fisica è carente (anche un pò la voce) ma il suo timbro è impossibile da imitare: è sempre lui. E le suona tutte: saccheggia il suo album più bello, Love is dead: sakloth and ashes, i just wanna do it with you, can i do the thing e ovvimente ba ba ba ba ba (cazzo da quanto aspettavo di risentirla live: che delirio!) , love is dead e poi molti pezzi in acustico: Even Hitler had a girlfriend,more than toast, king dork e dumb little band. Bella l'intro di "And i will be with you" con i componenti che entrano uno a uno sul ritmo della batteria di Ivo.

Il pubblico si diverte un sacco e anche Frank sembra un bambino (ubriaco): grande! Meglio di come mi sarei aspettato. Certi pezzi fan parte della nostra storia: che figata sentirli ancora una volta live: grazie a chi ci ha portato Frank! Bene anche i Lone Wolf come spalla: precisi (anche con i cori della cantante) senza strafare!

Considerazione finale: punk rock raduno promosso: alla fine del concerto c'era molta gente ma solita pecca: ambiente chiuso, sempre e solo le solite facce; se vogliamo smettere di farci le seghe a vicenda e di continuare a dire come siamo bravi come siamo belli come siamo buoni e come siamo pochi dobbiamo aprirci a gruppi diversi dal solo puro e semplice Ramones-core: i Peawees sono un esempio ma anche loro diciamola tutta sono "del giro": proviamoci, vedere facce nuove ai concerti non ci farà certo male!

27tommy

lunedì 26 giugno 2017

Intervista a Kevin Aper


English Version HERE


1. Hey Kevin come va? E’ bello sentirti! Un abbraccione dai soldatini di S..N.A.F.U.
Yo SNAFU! Tutto bene e voi? Scusate se vi ho risposto in ritardo ma stavo fumando erba e facendo cose assolutamente non importanti haha.

2. Mentre stavo scrivendo questa intervista gli Apers sono stati annunciate al Punk Rock Raduno! Che figata! Siete gasati? E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta che avete suonato in Italia! (l’intervista è stata scritta moooolto prima del mondo bizzarro).
Sì, non vediamo l’ora! Bellissima location, line-up stupenda, e suono pure! Faremo anche dei set acustici al banchetto della Monster Zero tra una pausa e l’altra del main stage, quindi vi aspettiamo!

3. Qual’è il futuro degli Apers? Registrerete un altro album? Continuerete ad andare in tour?
Ora come ora non ne ho idea. Non siamo stati molto attivi come band negli ultimi anni…ma chissà! Attualmente Mikey è molto impegnato con i Drunken Dolly, Ivo suona con Windowsill, Lone Wolf e probabilmente un trilione di alter band e Kasper fa il manager di un bar per biker. Ma grazie a eventi come Il punk Rock Raduno, Crossbone e Pukefest siamo ancora attivi e riusciamo a suonare per le persone giuste.

4. Pensi che il 2017 sarà merdoso come il 2016?
Haha, non ho avuto problemi con il 2016. Per gli Insanity Alert è stata una bellissima annata con un sacco di show fighi come band di supporto e nei festival. E’ anche uscito il nostro secondo album. Finora il 2017 è stato una bomba e l’estate per ora si preannuncia di quelle da segnare nei libri di storia.

5. Quando non sei in giro con gli Apers sei impegnato con gli Insanity Alert. Parlaci di questo tuo progetto. Com’è nato?
Gli Insanity Alert sono nati per scherzo dopo una grande fumata nel 2011. Mi ero appena trasferito in Austria e poi abbiamo formato la band. Stavo comunque già frequentando quel giro di persone quando Simone Riccobelli ci ha trovato uno show di supporto ai Suicidal tendencies a Brescia, e da lì è nato tutto. Siamo stati abbastanza inattivi per un paio di anni e poi abbiamo deciso di fare uscire il nostro primo disco , poi da lì le cose hanno preso una piega diversa.

6. Gli Insanity Alert hanno due album all’attivo, fanno un sacco di date, concerti grossi (Hellfest perdio!), hanno addirittura più like su Facebook degli Apers…sei contento di come stanno andando le cose?
Sì molto contento! Finora è senza dubbio la band più “grossa” in cui sono mai stato. Amo gli Apers, li amerò sempre, ma allo stesso tempo è bello fare anche altro, suonare in contesti diversi. La scena metal è gigantesca e interessante. I fan sono super fedeli e viene sempre più gente ai nostri concerti. Suonare in festival come l’Hellfest o il Summer Breeze è spettacolare. Quindi spero di continuare per un bel po’.

7. Domanda cattiva…cosa sceglierestitra Apers o Insanity Alert?
Hahaha non ne ho idea! Al momento mi sto concentrando di più sugli Insanity Alert ma gli Apers saranno per sempre la mia band. Tuttavia anche gli Insanity Alert sono diventati una parte importante delle mia vita e i ragazzi nella band sono tra i miei migliori amici. Quindi preferisco continuare con entrambi i progetti.

8. Cosa succede quando Kevin Aper si trasforma in Heavy Kevy? Come fanno a coesistere queste due entità?
E’ sempre la stessa persona! E’ come l’evoluzione dei Pokemon! Sul serio, io mi comporto alla stessa maniera sia sopra che sotto il palco. Canto, bevo, fumo, parlo a vanvera…è un bellissimo mix tra Ramones, ABBA e Slayer!

9. Ti è sempre piaciuto il metal? Hai iniziato ad ascoltare prima metal o punk? Quali sono i tuoi gruppi metal preferiti?
Quando avevo 17 anni assorbivo musica come una spugna. Certamente mi appassionava tutto il mondo Lookout! E lo skate punk ma mi piacevano anche Pantera, Sepultura e Slayer. Mi piacevano anche band più “strane” come i Faith No more e Life Of Agony. Quindi diciamo che non mi sono mai concentrato su una cosa sola ma ho sempre ascoltato roba molto diversa. Il punk rock è una figata, ma da solo è noioso.

10. Dato che hai esperienza dal vivo in entrambe le “scene” quali sono le differenze principali tra punk rockers e metallari?
I metallari arrivano prima ai live e comprano più merch, I punk rocker si fermano più tempo a concerto finito.

11. Pensi che entrambe le scene vadano verso un vicolo cieco o ce n’è una che sta meglio dell’altra?
Posso parlare solo della scena che conosco e sono abbastanza sicuro che, per quanto sia piccola, non morirà mai. Con gli Apers suoniamo da 21 anni e ogni anno spuntano fuori nuove band, etichette e feste. Al giorno d’oggi ci sono tante persone atttve e che fanno roba DIY, tante band che girano e che fanno uscire dischi. Per quanto riguarda il metal sono abbastanza sicuro che non morirà mai in quanto è ormai diventato un movimento vicino al mainstream, una bestia indomabile.

12. E per quanto riguarda le uscite del 2016? Tra le novità hai ascoltato più roba del mondo punk rock o hard rock/heavy metal? Potresti dirne qualcuna?
In sostanza ultimamente sto ascoltando Ella Fitzgerald, David Hasselhoff e i Goatwhore.

13. Com’è suonare nei festival giganteschi? Fa schifo o è figo? Hai delle chicche dal backstage da raccontarci?
Amo I festival, soprattutto quando abbiamo accesso al backstage. Finora abbiamo suonato sul presto quindi dopo il live ci ubriachiamo da far schifo e facciamo festa. A volte abbiamo l’opportunità di passare del tempo con band fighe come Iron Reagan, Negative Approach, Casualties, Pro Pain e Lagwagon. Ma la maggior parte delle volte succede che ci cacciano dal backstage e finiamo a girovagare per il festival per ore attaccando adesivi degli Insanity Alert dappertutto.

14. Hai ascoltato Hardwired…To Self Destruct dei Metallica? E Broterhood of the Snake dei Testament? Ti sono piaciuti?
No, no, no!

15. Qui in caserma ci piacciono un sacco I Manowar e andremo di sicuro al loro Farewell Tour. In più tutti amiamo i Rhapsody (Of Fire) . Siamo dei poser o True Metal Warriors?
Senza dubbio True Metal Warriors! It´s all in your head if you bang it!

16. Ultima: chiedi qualcosa a Speciani, amministratore delegato della One Chord Wonder. gli manderemo la domanda e pubblicheremo la sua risposta.
Mr. Speciani, come ha fatto a sviluppare un gusto così raffinato che le permette di selezionare ottime punk rock band per la sua etichetta?
Speciani OCW: io purtroppo non conto niente, mi limito a rovistare nei cassonetti di Innsbruck alla ricerca dei demo scartati da Kevin...

17. Kevin grazie per la disponibilità, è stato bello scambiare quattro parole con te, ti abbracciamo e speriamo di vederci presto. Ora tocca a te….chiedici quello che vuoi e saremo felici di risponderti. Sta a te amigo!
Grazie a voi! Quando ci sarà una S.N.A.F.U. Fest?
Pvt.SNAFU: sarebbe effettivamente molto bello farne una, anche solo per dimostrare a Imbalzano che per certe cose il cuore non basta, ma bisogna saper fare gli affari come Barcella o Berlusconi. In caso la facessimo ovviamente il giorno scelto sarebbe il 6 giugno... e tu Kevin sai perchè!

lunedì 19 giugno 2017

SNAFU 2.0: Rancid @ IDays

Tommy 27 is back... dategli sta letta!



Costo del biglietto improponibile, orario assurdo (come cazzo può uno che lavora essere alle sette di sera ad un concerto al giovedì, fanculo!), headliner dei peggiori, l'ultima volta poi un gran pacco: le premesse sono pessime; verrebbe proprio voglia di stare a casa: ma sono i Rancid, sono anni che non li sento (Bologna 2002, può essere?) e poi gli amici saltano fuori come funghi: chi prende due ore di ferie, chi direttamente scappa dal lavoro, chi salta la pausa pranzo: insomma ci siamo, carichi di birre (e grappa)...

L'entrata al parco è assolutamente devastante: km a piedi sotto il sole e poi transenne tipo gardaland per portarti alla coda per esser controllato, che poi ovviamente riusciamo a far entrare tutte le birre che abbiamo...ma intanto si avvicina l'ora (chiedo scusa per lo scavalco della transenna per aver saltato la coda ma ero in trance agonistica). Arriviamo finalmente dentro quando si sente "never feel in love till i feel in love with you...": riesco pure a scroccare il braccialetto per andare sotto il palco e via: delirio!

Cazzo che scaletta: saccheggiano let's go e and out come the wolves senza pietà: Salvation, Nihlism, Back and blue, , St. Mary, (cazzo da quanto l'aspettavo!), Olimpia WA, Maxwell murder, Jurney to the end, Old friend, the 11 hour, ovviamente Time bomb e infine Ruby soho: spettacolo, come mi urla un amico nel pogo tutto sudato: "non c'è tregua Tommy, oggi non c'è tregua!!", fanno anche un paio di pezzi nuovi e poi East Bay night, fall back down, something in the word today: cazzo peccato non abbian fatto Corazon de oro...

Devo confessare che li pensavo spompi e vecchi: col cazzo! Suonano un'ora e un quarto (a spanne) senza pause: Lars è un cazzo di toro ma lo sapevamo, tiene su tutto, suona e canta sempre ma Tim è quello che mi stupisce di più, lo pensavo devastato ma quel cazzo di barbone ce la fa ancora, canta e suona e salta! e poi la voce di Tim chi cazzo ce l'ha? Quello meno in forma mi è sembrato Matt, molto statico ma se sai suonare il basso come lui cazzo te ne frega!

Gran concerto, sudato, pestato, oggi mi muovo poco ma ragazzi questi sì che sono un gruppo! valeva la pena, eppoi in mezzo al casino ti trovi tutti gli amici che sembrano saltar fuori dal nulla (anche dalla Spagna!) ma che figata!

Green Day: che palle! ma dai suonano due ore! si ma se per mezz'ora fai pipponi moralisti che neanche Mattarella e per un'altra mezz'ora gridi eeeeeeeoooooooooo mi rompi le balle! Quello che più ti fa incazzare è che i pezzi li hanno ma ormai il loro non è un concerto è solo uno show per famiglie, con i Queen per aprire e cover dei beatles e rolling stones: tristezza! Proviamo anche a buttarci davanti nelllo pseudo pogo ma resistiamo pochi minuti con mamme e fidanzatini che ci guardano come se fossimo marziani appena accenniamo ad una spinta su when i come around: decidiamo di andarcene!

See ya in the pit!

27tommy

giovedì 15 giugno 2017

Intervista ai The Snipers

The Snipers 3/4 - momento gay

1. Ciao Cecchini e benvenuti nella Caserma Snafu... siamo sicuri che, dato il vostro nome, qui vi troverete benissimo. A proposito... perchè questo nome abbastanza osceno? Se i Ramones si chiamano Ramones e non The Snipers ci sarà pure un motivo no?
Albe: Se è per quello c’è un motivo anche per cui i Ramones hanno venduto maree di dischi e noi siamo lì a pensare se stampare 150 o 175 copie di un disco.
Zano: Quando Albe mi ha proposto di suonare con loro ho fatto una ricerca e pensavo di andare a fare un provino per una band nazi danese quindi ero preso bene. Purtroppo poi sono finito a Cantù. Comunque Snipers è l'anagramma di Press-in.
Bino: Tutti pensano al petrolio ma nessuno si rende conto che anche i nomi delle band sono una risorsa non rinnovabile. Tra 50 anni la gente dovrà pigiare tasti a caso sulla tastiera per trovare un nome che non sia già stato preso. Però ci metterà comunque "Teenage" davanti, credo.

2. Gli Snipers nascono parecchi anni fa, ma nonostante il vostro essere veterani non siete mai sbocciati veramente. Cosa ha ostacolato la vostra camminata verso il successo?
Albe: Mah, tante cose: i cambi di formazione, la poca voglia/tempo di concentrarsi sul gruppo, l’approccio autodidatta alla musica, un momento di poco interesse delle persone in generale nei confronti della musica, soprattutto punk-rock… tutti aspetti che puoi sconfiggere solo se hai tanto talento e allora puoi raggiungere un buon successo. Ma a parte noi la cosa triste è che anche gruppi con più capacità e più dedizione non sono riusciti ad avere un po` più di pubblico che strameriterebbero. Nessuno mi toglie dalla testa che 15 anni fa band come Ponches, Teenage Gluesniffers, Duracel e altri avrebbero avuto molto più pubblico.
Zano: E' colpa di Burro e della Indiebox che ha preferito Glen Matlock a noi.
Bino: Ci ha penalizzato principalmente il fatto che non abbiamo raccomandazioni da parte di Parlamentari che, come insegna Boris, sono la vera chiave per il successo.

3. Avete pubblicato un disco di discreta fattura e lo state promuovendo con la stessa passione con cui ci si fa fare una visita alla prostata, come mai siete così pigri? Non pensate sia ora di farvi almeno 4 o 5 IBR Night per fare davvero i big money?
Albe: Ci stiamo risparmiando i live per quando la musica punk-rock tornerà in voga! Purtroppo non ci si promuove più molto suonando e quindi le IBR night (per quanto Andrea sia encomiabile) non aiutano ad accrescere il proprio pubblico e questo vale che siano di lunedì, mercoledì o sabato.
Zano: Da quando hanno cacciato Luciano Onder da Medicina33 il mondo non è più lo stesso. Personalmente ho tanti impegni diversi e credo sia più divertente non portarne a termine neanche uno.
Bino: Stiamo puntando al futuro preparandoci per i concerti in VR. Alla fine se è giovedì sera magari non hai sbatta di uscire, però l'Oculus Rift te lo infili volentieri. In più se ti sbronzi sei già a letto. Aveva ragione Asimov.

4. Domanda difficile: siete ad un bivio e dovete scegliere fra... una IBR Night al Ligera la sera della finale di Champions e una data al Dr.Creatur di Desio la sera dei Blink 182 a Monza... cosa scegliete e perchè?
Zano: Senza dubbio Dr.Creatur di Desio solo perchè ho deciso che al nuovo Boccaccio a Monza non ci voglio più andare.
Albe: Il top sarebbe stato una IBR night al parco di Monza ed i Blink 182 al Ligera! E Imbalzano che gioca la finale di champions, segna al 90’, si avvicina alla telecamera e grida: Volkov, Volkov, Volkov!!!!
Bino: Dr. Creatur perché Brianza > Milano.

5. A proposito di Dr.Creatur, guarda caso avete proprio una serata in ballo il 17 di giugno con Riccobellis e Mighty Goose... perchè la gente dovrebbe venire a vedervi? Cosa bolle in pentola? Che posto è il Dr.Creatur?
Zano: Esattamente. La gente viene per bersi l'assenzio di Martino e non per vedere gli Snipers per fortuna. Questo sabato saranno riuniti i 3 gruppi college-punk più festaioli della Padania nel Dr.Creatur che è un locale fuori dal mondo e fuori dal tempo, un'esperienza metafisica.
Albe: Festa, fi*a e altro che aiuta a divertirsi. Il fatto di suonare di fianco al locale all’aperto piace perchè si può stare anche fuori vista l’estate o rientrare al locale. Riccobellis e Mighty Goose sono realmente due dei nostri gruppi preferiti e pensiamo che loro si che abbiano molto meno pubblico di quanto meritano. Poi sono grandi amici e la serata è una festa, ci saranno tanti ragazzi e ragazze per ballare e loro sono band adatte per feste! E poi vogliamo bene a Martino (il proprietario del locale)!
Bino: Il Dr. Creatur non si può spiegare, si può solo vivere. Dovete venire, ordinare un "Gulag" al bancone e poi berlo senza chiedervi cose c'è dentro.

6. E i Vaseliners?
Zano: I Vaseliners alla domanda 4 hanno risposto diversamente, mi sa che qualcuno ce l'ha più lungo di Burro...
Albe: I Vaseliners avrebbero fatto tutte e due le date ma per impegni lavorativi alla fine non hanno potuto esserci il 17, sarebbe stato fantastico, la perfetta chiusura del cerchio!!! Anche loro mi piacciono molto e forse sono anche più belli e dotati che bravi e avrebbero portato tante ragazze ma son lontani e dobbiamo mettere in preventivo che non siamo più ragazzini e abbiamo anche altri impegni.
Bino: Abitano vicino a me, ma non ho ancora compreso completamente tutte le rivalità interne tra le province del Veneto, quindi non so se devo volere loro bene o no. Finora sono arrivato al fatto che bisogna dare contro a quelli di Rovigo.

7. Che differenza c'è fra organizzare una data e organizzare BENE una data? So che fra di voi Zano (batteria) si impegna molto su questo fronte.
Zano: Partendo dal presupposto che non c'è alcun professionista tra di noi, la data più bella che potrai mai organizzare è quella in cui convinci il tabacchino sotto casa tua a farti suonare fin quando non arrivano le FFOO. Se organizzi le date al Tambourine di Seregno facendo suonare quattro gruppi male assortiti + DJ set allora non hai capito un cazzo. Una serata organizzata bene è quella in cui la gente si DIVERTE davvero. Se devo stare in piedi a sentire «questa qui la trovate al banchetto» quando il gruppo sa che sta suonando davanti al fonico e neanche le fidanzate preferisco andare in discoteca.
Albe: Ahahahahahah quoto Zano. Organizzare bene una data gira tutto intorno alla passione e alla predisposizione a divertirsi. Vuol dire creare il contesto in cui il locale si predisponga bene verso i gruppi e non come “sti stronzi che son la mia occasione di aver 10 persone al posto che 2” che spesso deriva dal fatto che chi organizza sia credibile, che i gruppi siano rispettosi nei confronti del locale e dell’organizzatore, che i musicisti vogliano veramente condividere un palco gli uni con gli altri e che chi viene al concerto abbia voglia di divertirsi, buttare un orecchio alla band con un po` di tolleranza e senza sperare che abbiano meno pubblico del loro gruppo. Se no è meglio fare una data in un posto senza pretese sperando di far festa, ubriacarsi e cantare i Ramones.
Bino: Hanno già detto tutto Zano e Albe, aggiungo solo una cosa: se dite "Alle 18.30 al locale" non ci crede più nessuno, fatevene una ragione.

8. Che differenza c'è fra scrivere una canzone e scrivere una BELLA canzone? So che Albe si sta impegnando molto per evitare di scrivere delle BELLE canzoni.
Albe: Chiederei a King Mob che ha suonato in vari gruppi e ha composto tante canzoni, dovrebbe sapere la differenza tra una canzone come quelle composte da noi ed una BELLA canzone! Aahahahahah scherzi a parte non saprei, penso sia soggettivo: io sono ignorante ed il mio concetto di bello è quando una canzone ha un bel ritornello, poi c’è gente come Lollo che apprezza le canzoni solo se hanno assoli impossibili di 4 minuti e mezzo a cui seguono passaggi con accordi in pulito.
Zano: Io sono un pessimo compositore, ho sempre avuto la pappa pronta.
Bino: Secondo me l'importante è registrare tutto in digitale senza neanche l'ombra di una valvola, per triggerare i Riccardoni. È il 2017, smettiamola con 'sta cosa del calore dell'analogico.

9. Fateci una domanda e, se sarete fortunati, vi daremo pure una risposta.
Zano: A quando la video rubrica del Porna su Snafu?
Pvt.Snafu: Spero presto, siamo in trattativa. Il Porna ha fatto record di visualizzazioni con il video dei Cretins su Youtube.
Albe: Quale è la differenza tra avere un blog e avere un blog di successo? E anche perchè c’è così poco interesse nei confronti della musica punk-rock? Per rendere difficile la risposta dovete rispondere senza citare “mancanza di patata” ed “è colpa di band come i The Snipers”.
Pvt.Snafu: La stessa differenza che c'è fra Snafu e I Buy Records. Scherzi a parte, non lo so perchè non penso che Snafu sia un blog di successo. Sicuramente è l'unico blog interessante nel panorama punkrock, ma non è un blog di successo. Non c'è interesse nel punk rock semplicemente per sfiga. Magari fra 20 anni tornerà di moda. La moda fa girare tutto, il 90% di noi ha iniziato grazie ai Green Gay che erano di moda o ai Blink 182...le mode servono, evviva le mode!
Bino: Come mai Speciani non è nominato in nessuna domanda?
Pvt.Snafu: Perchè mi ha chiesto esplicitamente di non comparire nella vostra intervista. Dice che siete una band meschina perchè Zano ascolta i Nirvana e Bino ascolta Masonna.

10. Cosa c'è nel futuro degli Snipers? Dateci qualche succoso anticipo in modo darci il tempo di elaborare una scusa per paccare il vostro prossimo live.
Zano: Gli Snipers sono sempre stati in bilico tra il successo e lo scioglimento... Quindi ovviamente la solita scusa per convincere l'amica discotecara bocconiana a venire a sentirti è che sarà l'ultima data. La verità è che presto li vedrete sotto spoglie completamente diverse.
Bino: Per paccare il prossimo live puoi sempre dire che stai a casa a guardarti il video sui nomi in esaurimento di VSauce per poi entrare in una spirale discendente di fallimento su Youtube, come succede spesso a me.

Grazie ragazzi... ci vediamo a questo fantastico concerto al Dr.Creatur questo sabato, 17 Giugno! Chi non viene è un Pvt.Rehab!

mercoledì 14 giugno 2017

Giz Medium & Nana - Italian Tour May 2017

La nostra cara amica Nana è molto attiva anche se il sole picchia duro e se ne va in giro per la penisola a proporre il suo folk punk. Questa volta lo fa con Giz Medium e ci regala un bel video report tutto da gustare. E voi che fate? Non la supportate? Forza, dai!

martedì 13 giugno 2017

Un weekend di caffè e follia con i Descendents


Erano 10 anni che non pogavo
Erano 10 anni che non stavo in prima fila ad un concerto
Erano 10 anni che non mi divertivo così tanto

Venerdì mattina, sono in ferie e non ho dormito per l'eccitazione... saltiamo sul Van-armato del Maggiore Lupo in direzione Lubiana... andiamo a vedere i Descendents! Dopo un accurato corso di bestemmie creative arriviamo in Slovenia e mi rendo subito conto che per la prima volta dopo tanti anni sto smaniando per andare al locale prima dell'apertura... mi dicono che ho la faccia intesita ma io non ci sento perchè non sto più nella pelle. Le porte si aprono e mi rendo conto che il Cvetličarna è semplicemente il locale ideale: conterrà al massimo 300 persone, c'è l'aria condizionata e i suoni sono ottimi. Dio quanto ho aspettato di vedere i Descendents in una situazione del genere! Sono in formissima, fanno pochissime pause e vanno avanti come treni. Milo indossa un'elegante fascetta per occhiali, i tappi per le orecchie e uno zaino porta bevande (NEVER DID A POPULAR THING!), Bill picchia come un fabbro, Karl muove le dita così velocemente da essere ipnotico e Stephen è semplicemente impeccabile. Qui potete farvi un'idea della scaletta o se preferite guardarvi il video intero del concerto. Vorrei scrivere qualche altro dettaglio ma neppure una tigre professionista è stata in grado di dire qualcosa di più di un "che belli i Descendents!".

Domenica, siamo tornati alla casa base... stasera si replica al CarroPonte di Sesto San Giovanni (Milano, si arriva in metropolitana per capirci). Non vedevo tanta presa bene dal Rock in Idro del 2005. Durante il concerto vedo gente abbracciarsi e piangere. Poco importa se il posto è strapieno e c'è un caldo delirante, non mi lamento neppure dei volumi non molto alti o del fatto che ad un certo punto qualcuno si è tolto la maglietta anche se ha superato i 30 anni... perchè scatta di nuovo il delirio come se fosse la prima volta. Scaletta quasi identica a quella di 2 giorni prima, ma a sto giro abbraccio tutti (ma davvero tutti!) gli amici con cui ho condiviso km e km per questa follia chiamata punk rock. Serata da incorniciare!

P.s.: Anche i Manges hanno spaccato (i lettori di Snafu lo ben sanno), ma non me ne vogliano gli spezzini se a sto giro sono distratto da cause di forza maggiore e spenda poche parole per loro. 

lunedì 12 giugno 2017

SNAFU 2.0: DESCENDENTS @ Carroponte

Moyano Fotto-grafo

Visto che Tommy 27 a furia di scriverlo e riscriverlo …e riscriverlo è veramente invecchiato e mi lascia solo , questa volta mi tocca recensire, anche se devo ammetterlo su Descendents non sono per nulla preparato. Carroponte si conferma un’ottima location, davvero figa e so di non dire nulla di speciale ma posti così dovrebbero spuntare un po’ ovunque lungo lo stivale.
Gran bel concerto e c’era d’aspettarselo davvero, atmosfera delle grande occasioni, qualche maglietta e un cappellino in giro degli screeching weasel e questo è sempre un buon segno!
Sono sprovvisto di biglietto e non sono intenzionato a comprarlo purtroppo perché certe cifre sono decisamente immorali. Cmq arrivo tardi ed entro, INCREDIBILE, intrufolandomi proprio dietro, e in fila indiana, a Bill e Stephen rispettivamente batterista e chitarra dei Descendents che stanno entrando per andare a suonare, fantastico mi scambiano per uno dello staff!
Be, approfitto per fare conoscenza e saluto Stephen, gli stringo la mano e gli chiedo: “Grandi, ma da quanto tempo suonate???” e lui mi fa : “quanti anni ? be …io 41!....effettivamente ho cominciato abbastanza presto… ci vediamo dopo!).
I "Me First" stanno praticamente terminando, manca Fat Mike e c’è Ray Bentley Bad Religion. Bel gruppo da sentire, cantano e suonano bene e si divertono .. divise inguardabili ma forse eravamo abituati bene…purtroppo non posso aggiungere altro e purtroppo i Manges hanno finito da un pezzo.
Dopo una mezz'oretta salgono sul palco i Descendents e be, gli anni di carriera si vedono eccome ragazzi e contano!
Io non li avevo mai sentiti dal vivo e anche qui dico una banalità ma, la qualità dei suoni è impressionante: la chitarra è precisissima fa accordi pieni , arpeggi ed assoli. Power chord solo sulla 6° corda e neanche sempre. Io purtroppo conosco solo 2 canzoni ma i ragazzi in giro si divertono davvero, tante ragazze .. carine , tanti venuti da lontano e tutti sono in mezzo e si divertono ..e i Descendents suonano parecchio.
Anche la batteria è precisa, usa tutti i 4 i crash e si sente, questo simpatico Omone detta i tempi e denota lo stile di questo gruppo decisamente californiano. I ragazzi sono molto affiatati, Milo impressionante: non si ferma quasi mai e la voce è come quella che senti da Studio: ma la sorpresa vera secondo me è il bassista che è davvero bravo, le linee di basso sono veloci e distinte e spesso la melodia delle canzoni proviene dalle 4 corde, anzi: quasi sempre.
Escono 2 volte e 2 volte rientrano , il concerto si chiude con i pezzi che conosco grazie a Dio. impeccabile "I'm The One" e anche le altre che chiudono fanno impazzire tutti sotto.
Alcune volte ti senti che non puoi mancare, ieri era una di quelle.
JJ27

sabato 3 giugno 2017

Biters - The Future Ain't What It Used To Be

Earache Records - 2017

Terzo album per i Biters con "The Future Ain't What It Used To Be". A due anni dal precedente lavoro, i rocker di Atlanta sfornano una nuova fatica discografica che pesca a piene mani, ben più che in passato, dal sound e dalle atmosfere del rock zeppe e rossetto dei '70, come s'intuisce già dalla copertina piuttosto pacchiana. 

L'attacco con Let It Roll ci restituisce ancora il power pop robusto a cui ci avevano abituati, ma già con Stone Cold Love, primo singolo, ci ritroviamo catapultati nella suadente decadenza dei T. Rex. Calling You Home, Don't Turn This Good Heart Bad e Gypsy Rose proseguono ottimamente la cavalcata tra le stelle tra echi del Duca Bianco e dei Moot The Hoople e stomping a là Slade. No Stranger To Heartache ci riporta in territori più hard rock, con un'irresistibile invito a canticchiarla. Vulture City è uno dei momenti migliori dell'album,  con un robusto e tiratissimo groove - complice un riff trascinante -  e allo stesso tempo seducente nei suoni. Hollywood è una ballad con tanto di piano, diciamo un passo azzardato per quanto ben riuscito; diciamo che comunque filologicamente anche questa è coerente con i richiami al terzultimo decennio del secolo scorso.
Chasin' The Feeling è l'altra punta di diamante dell'album:  un altro groove bruciante, impreziosito da un sapiente uso del riverbero e da un coro che s'incolla in testa.
Chiusura al rallentatore affidata a un'altra ballad, dedicata allo stato che la band chiama casa: Goin' Back To Georgia. Piano, chitarra acustica e persino citazioni sonore che richiamo il George Harrison degli ultimi Beatles, sarà forse ridondante ma sicuramente ben riuscita.

In definitiva, il gruppo è indubbiamente maturato sia al punto di vista tecnico che compositivo e traspare subito una particolare cura delle sonorità. A dispetto di tutte la band citate nelle influenze, sarebbe un errore pensare che la band manchi di un proprio sound o di un proprio stile, non da ultimo grazie anche a un tocco moderno che rende il tutto più fresco. Lo sguardo volto al passato potrà piacere o non piacere, ma i Biters sono indubbiamente un gruppo valido per davvero. E, come tutte le band di rock n' roll davvero valide, dal vivo sono sempre una bomba.

L'album lo potete ascoltare qui.