venerdì 2 dicembre 2016

Insanity Alert - Moshburger


Quando la scorsa estate abbiamo chiesto a Kevin Aper se ci saremmo beccati al Punk Rock Raduno, la sua risposta è stata: "Fuck pop punk, I'm Metal now!". Genio! E come dargli torto?! Negli ultimi anni gli Insanity Alert stanno andando alla grande...ed è passata una valanga di tempo dall'ultimo concerto degli Apers! Ce ne eravamo accorti!
A questo punto faccio un appello personale a Barcella & Caredda per farli suonare nell'edizione 2017! Tanto una volta chiamati gli Slander e i Council Of Rats il ghiaccio è stato rotto...no?!
Tornando agli Insanity Alert, il loro nuovo lavoro, Moshburger, rappresenta tutto quello che ci si può aspettare da un album crossover/trash: velocità, rifferia, distorsione, testi tra il demenziale (Life's Too Short For Longboards e Wake & Bake) e lo splatter/b-movie (Gonna Rip Your Head Off , Confessions of a Crabman e Slimer's Revenge). Sound curato e potente anche grazie al master a cura di Joel Grind made in U.S.A. , pezzi discreti, ritornelli trascinanti, nel complesso album positivo, nulla di trascendentale, ma in fondo scorre piacevolmente (se vi garba il metal). Li aspettiamo al Punk Rock raduno 2017!

lunedì 28 novembre 2016

Recensione Trilogia Collera dal Mare di Francesco Cotti

Trilogia "Collera dal Mare" sul pavimento della Caserma

Era da tempo che su SNAFU non davo spazio ai libri di "cose militari", ovvero l'altra mia grande passione oltre al punkrock di pessima qualità. In tutti questi mesi di silenzio non sono rimasto a digiuno dalle letture di settore, semplicemente so per certo che il 98% dei lettori del blog si batte il cazzo di queste cose.
Tuttavia, dato che non sono bravo a parlare di tatuaggi e di calcio giocato (dato che a mia volta me ne batto il cazzo di queste cose), decido di tornare a parlare di libri, conscio del fatto che tutti voi sappiate usare quella crocina rossa nella parte alta del vostro schermo. Clic....
Ora che il 98% di voi è sul sito della Gazzetta, mi rivolgo al 2% rimasto e soprattutto a tutto il traffico organico che riuscirò - con grande stile - a far atterrare su questa pagina dopo aver scalato la vetta della SERP di Google (è pur sempre il mio mestiere dal lunedì al venerdì).

A me gli occhi.....

Non ricordo esattamente come mi sono imbattuto in questa trilogia, ricordo solo che era fine agosto 2016, mancava una settimana al mio 30esimo compleanno e stavo cercando su Amazon "il regalo che avrei voluto tanto ricevere".
Mi imbatto nella scheda prodotto di "Collera dal Mare" e in pochi secondi fisso nella mente 3 informazioni fondamentali: è un romanzo italiano, è un romanzo che parla di Forze Speciali italiane, fa parte di una trilogia composta da "La giusta decisione" e "Futuro ignoto". Sui due piedi mi sento combattuto, come fossi sul confine fra un sentimento patriottico a supporto del Made in Italy e la consapevolezza che non sono il tipo da romanzo techno-thriller. Piccola parentesi, che apro per davvero (per il mio 29esimo compleanno mi sono fatto regalare "Rainbow Six" di Tom Clancy. Terminato il volumone da 600 e passa pagine mi sono sentito un pò come Fantozzi alle proiezioni del Professor Guidobaldo Maria Riccardelli.... sicuramente troppo poco per giudicare così negativamente Clancy, ma sinceramente mi aspettavo molto di più dal re del thriller militare). E ora la chiudo.
A questo punto mi ricordo il sempreverde consiglio del mio amico Bino, ovvero "Google is your friend". Digito il nome dell'autore e mi navigo il sito personale di tale Francesco Cotti. Solo il fatto che l'autore abbia un sito personale dovrebbe bastare per comprare a scatola chiusa, ma io voglio di più.
Sul sito c'è la descrizione dell'intera trilogia, libro per libro, con tanto di auto-intervista del Cotti che, probabilmente per evitarsi i messaggi privati dai fan (senza la "s" perchè stiamo parlando di persone e non di medicinali), si pone strategicamente le stesse domande che un tizio nella mia situazione si sta facendo dopo aver scoperto la sua opera omnia. A tutto questo si aggiunge un filotto di video di Youtube con un'altra intervista a tutto tondo sui libri scritti e sul mondo delle Forze Speciali. Spiazzato dal fatto che uno scrittore - tra l'altro DIY e di nicchia estrema - abbia un sito internet e lo sappia usare nel modo corretto (ovvero dando le risposte alle normali domande di un potenziale acquirente), decido di aver appena trovato il mio regalo di compleanno e mi sparo l'ordine online dell'intera trilogia. E qui parte il primo "W l'Italia" urlato in faccia allo schermo del PC (un Samsung, casomai Francesco se lo stesse chiedendo).

La Giusta Decisione:
Il romanzo è del 2008 ed è l'inizio della trilogia in questione. Inizio la lettura preso bene da alcune situazioni che, nonostante il vostro disinteresse, elencherò di seguito: sto per leggere un romanzo sul Col Moschin scritto nella maniera più verosimile possibile da un autore che, sebbene non sia un ex-operatore, ha avuto l'onore di stare nell'ambiente e di assorbirne le dinamiche. A tutto questo aggiungo un vago sapore DIY del romanzo: Cotti non fa lo scrittore di professione, semplicemente si è messo a scrivere per passione parlando in modo approfondito di altre sue passioni. Non è banale e non passa inosservato ad un punkrocker.
"La giusta decisione" (e l'intera trilogia) ha un pubblico potenziale molto vario: può infatti essere apprezzata sia da quelli che quando guardano una foto di un Incursore del GOI notano le stringhe degli anfibi e pensano "Wow chissà di che marca sono?!", sia da quelli che, guardando la medesima foto, sussurrano un semplice "Grazie" (io appartengo a quest'ultimo gruppo).
La trama non è particolarmente complessa: un attentanto terroristico in Italia mette in moto i ragazzi del 9° e i Delta Force americani con l'obiettivo di prendere a calci qualche testa. Nel frattempo un nerd di tecnologie militari di Parma si ritrova suo malgrado in un mare di casini legati all'attentato. Ne esce bene ovviamente.
Ci sono così tanti dettagli tecnico-militari da andare in OD. La tensione non manca, la trama coinvolge, ma è solo un piccolo assaggio di quello che può realmente fare il Cotti. Il romanzo termina e ti lascia la stessa sensazione di quando si finisce in 2 minuti il tagliere di salumi che ti hanno portato con lo spritz....

Futuro Ignoto:
Passano gli anni, siamo nel 2012 e Francesco pubblica il secondo capitolo della trilogia. Il concetto del libro potrebbe ruotare attorno a questa massima del Dr.Venkman "Qualche volta, se piove merda e qualcuno deve metterci un ombrello...e chi chiamerai?". Ovviamente il GIS.
I protagonisti qui sono in buona parte gli stessi. Abbiamo il nostro nerdone che nel frattempo è entrato nei Servizi Segreti (spoiler alert lo so, ma non è grave fidatevi), un contractor italiano che ne "La giusta decisione" faceva un altro lavoro (qui non spoilero) e infine una new entry, ovvero un operatore del GIS che sembra uscito da "Cuore di Rondine". Dimenticavo anche un contractor donna che, sebbene occupi una buona parte della narrazione, a mio parere non convince appieno.
Anche in "Futuro Ignoto" abbiamo due principali filoni narrativi che questa volta però non sono minimamente collegati fra di loro a totale discapito di uno dei due (i contractor si sarebbero meritati uno spin-off tutto loro). Poco male perchè anche qui abbiamo dettagli militari in abbondanza ed un netto aumento delle scene d'azione. Queste ultime poi sono descritte talmente bene che leggendole sembra di giocare alla Playstation (ma senza i camperoni e i Rambo alla Call of Duty).
La cosa che dà un valore aggiunto al lavoro di Francesco Cotti è che in ogni riga si percepisce appieno che le situazioni e le dinamiche descritte non sono prese da Wikipedia e non sono nemmeno il frutto di una fantasia ben mixata. Al contrario sono il risultato di una collaborazione ad altissimo livello con la crème delle nostre Forze Armate che a tratti ti dà l'impressione di leggere un resconto storico (o sarebbe meglio dire di cronaca) e non un romanzo techno-thriller (che è un pò come dire pop-punk presumo, ma lo usano tutti e me ne approprio pure io).
Il libro finisce e ti lascia sudato. L'azione ad un certo punto accelera talmente tanto che ti sembra di essere proiettato dentro alla frenesia di una Killing House. Grazie ad un'intuizione del nerdone Saverio Mora gli eventi prendono una piega tale che diventa difficile staccarsi dalle pagine del libro ed ecco che questo, ad un certo punto, semplicemente termina. Bang.

Collera dal Mare:
Nulla è perduto perchè nel 2016 esce il terzo ed ultimo episodio di questa fatica tutta italiana. "Collera dal Mare" è sempliemente un romanzo incredibile composto da 700 pagine che ti sembrano 50. Non ci si annoia mai, credetemi.
Praticamente l'isola di Lampedusa viene invasa dai Libici e ne consegue che GIS, GOI, Col Moschin e 17° Stormo partono alla sua liberazione (e non manca all'appello nemmeno il Seal Team Six). Detta così sembra una puntata del cartone dei G.I. Joe, ma credetemi se vi dico che sembra di leggere il Corriere della Sera di domani. Tutto è reale, tutto è calibrato e nessun dettaglio è lasciato al caso. Francesco Cotti non sta scrivendo da solo, la sua "penna" si muove lungo confini delineati in modo netto da persone che vivono ogni giorno quello che a noi sembra una fantasia da pomeriggio alla Xbox. Incursioni notturne su spiagge nemiche, assalti a scuole piene di ostaggi, duelli aerei alla Top Gun, flashbang che fischiano dentro stanze claustrofobiche e soldati speciali che fanno il loro dovere nel più totale anonimato.
Non mi sono annoiato un singolo minuto. Se nell'86 "Top Gun" ha fatto incrementare il numero di arruolamenti, allora anche le sequenze della missione del sottomarino Longobardo faranno per forza aumentare i volontari in Marina. Difficilmente mi sono sentito così tanto coinvolto leggendo un libro... e poi a me i sottomarini non mi sono mai piaciuti. Ora invece sono pronto a tornare indietro nel tempo e diventare sommergibilista.
Ah, a proposito di tornare indietro nel tempo... ho parlato di libici giusto? Non so se sia voluta o meno, ma nel romanzo c'è anche una grandissima citazione di "Ritorno al Futuro". Sta a voi trovarla ora.

Se siete stati così tanto coraggiosi e pazienti da aver letto tutta questa recensione, sappiate che avete perso solo del gran tempo che potevate occupare in altro modo. Ovviamente l'unico modo sensato ed alternativo per occupare questi minuti era quello di volare su Amazon e comprare la trilogia di "Collera dal Mare" (che poi in realtà la triologia non ha un nome, ma per praticità....).
Non penso di essere la persona più indicata per recensire un romanzo così vicino alle nostre Forze Speciali (non gioco nemmeno a paintball), tuttavia spero di fare cosa gradita a tutte quelle persone che, come me mesi fa, stanno vagando per l'internet cercando di capire se vale la pena supportare un tale di nome Francesco Cotti. Vale la pena, vale la pena... fidatevi!

domenica 27 novembre 2016

Liar Thief Bandit - Gun Shovel Alibi

2016 - Sailors overdrive records

Quante recensioni avrò scritto su SNAFU? Ho provato a fare una stima ma dopo una frazione di secondo mi sono reso conto che si trattava di una perdita di tempo. Forse la vera domanda è un'altra... quante recensioni avete letto su SNAFU? E di quante avete pensato che fossero inutili? Probabilemente tutte... Ma partiamo dall'inizio. 
Di chi stiamo parlando? Liar Thief Bandit, un trio svedese, di Malmo per essere precisi, che probabilmente non avete mai sentito nominare.
Sono bravi a suonare? Sì, sono tecnici ma non scadono in infiniti virtuosismi. 
Cosa suonano? Rock sporco, veloce ma non troppo. Una cosa per fan di MC5 e Thin Lizzy, come melodie da Lynyrd Skynard e attitudine da Stooges.
Hanno un singolone? Hanno dei bei pezzi come Tambourines and Tangerines Lease on Life,  Moving On
Perchè avete bisogno di una recensione del loro disco? Non ne avete bisogno. A meno che non cerchiate un pretesto per smettere di lavorare o studiare... perché poi alla fine Snafu serve anche a questo, tra un caffè e un giro sul sito del Corriere mentre il capo è girato dall'altra parte. Se siete abbastanza sgamati da saper nascondere le cuffie premete play sul player qui sotto e ascoltatevi sto disco.

lunedì 21 novembre 2016

Beach Slang - A Loud Bash Of Teenage Feelings


Anno tormentato questo 2016 per i Beach Slang: in aprile sfiorano la rottura nel bel mezzo di un concerto e poco dopo il batterista JP viene cacciato, in ottobre invece, subito dopo l'uscita di A Loud Bash Of Teenage Feelings, il chitarrista Ruben Gallego viene accusato di molestie sessuali e per questo costretto a lasciare la band. Registrato con ancora JP alla batteria, il secondo album in studio della band di Philadelphia esce a 11 mesi di distanza dal precedente The Things We Do To Find People Who Feel Like Us. Scontato dire che i due album sono molto simili, anche se quest'ultimo sembra avere un sound più melodico e trascinante. Strana apertura affidata a Future Mixtape For The Art Kids dove l'effetto sul cantato di James Alex lo fa assomigliare a Marilyn Manson. In seconda posizione invece troviamo Atom Bomb (uno dei singoli estratti) e il disco parte a cannone. Belle melodie certificate in Art Damage e Hot Tramps con gli arpeggini ormai diventati un trademark del sound della band. Punks In A Discobar altro singolo estratto, dedicata alle volte che, invece di andare in trasferta in Brianza, andiamo al Rocket. Il disco si conclude con le melodie nostalgiche e sognatrici di Wasted Daze Of Youth e The Perfect High (arpeggino sul ritornello da brividi). Da segnalare il formato sempre curatissimo con booklet gigante. Insomma disco da ascoltare bene...all'inizio non mi aveva preso...ma ora lo promuovo a pieni voti. Godiamoceli finchè durano!

giovedì 17 novembre 2016

All Coasted - Another Crappy EP

DIY - 2016

I Vicentini All Coasted fanno 3 errori uno di fila all'altro:
1. Chiamano il loro EP "Another crappy EP".... un altro EP di merda, togliendoci quindi tutta la sorpresa.
2. Nella loro autobiografia di Facebook indicano come momento importante della loro storia l'aver condiviso il palco con gli Shandon.
3. Hanno accettato di condividere il palco con gli Shandon.

Nonostante queste premesse pesantissime decido di dare un ascolto al loro EP e in fin dei conti non me ne pento.... probabilmente avrei potuto occupare molto meglio il mio tempo, ma anche molto peggio (tipo andando a vedere gli Shandon).
I 6 pezzi del dischetto sono influenzati dalla California che conta, tipo Rancid e Nofx (a detta loro) e devo dire che rispetto a mille altre band che li citano come influenze gli All Coasted effettivamente lo danno a sentire. Detto così l'EP sembra una figata, Rancid + Nofx = libidine, ma in realtà non lo è affatto. Ma non fa nemmeno cagare. Secondo me questa volta la frase "potrebbero regalarci delle sorprese in futuro" non è proprio detta a caso. Ce la faranno? Ce la faranno ce la faranno.... non ce la faranno.
"Dirt on me" in alcuni passaggi melodici ricorda vagamente "Pump up the valuum", la canzone, non il disco e devo dire che il gioco di chitarre non è proprio alla Volkov insomma. Vi basta? Anche "No title track" sembra un pò rubata al Fat Mike del 2005-2016...."You will loose faith" vi dice qualcosa?
Dai dai, va bene così, cambiate la biografia e facciamo pace!

mercoledì 16 novembre 2016

SNAFU 2.0: The Murderburgers – The 12 Habits Of Highly Defective People

Il nostro Maggiore Lupo si piglia un sacco bene con le nostre interviste e ci manda la sua recensione del nuovo lavoro dei Murderburgers che sinceramente non avevo ancora ascoltato - e mai e poi mai l'avrei fatto. Sbagliavo. Fosse stato un EP sarebbe stato una cazzo di cannonata sulle gengive.

Asian Man Records - 2016

2012: l'avevo lasciato acchiocciato in un oscuro vicolo, probabilmente disperato e con la testa stretta tra le braccia (a chi non è mai capitato?). A quattro anni di distanza lo ritrovo sempre nella medesima posizione, ma seduto in un cerchio di sedie di una fantomatica terapia di gruppo. Sto parlando di Fraser, cantante/chitarrista/zucca pensante degli scozzesi Murderburgers, arrivati al traguardo del quinto full-lenght di studio. Tra l'altro mi accorgo che è la prima volta che parlo di un gruppo straniero, nonostante il mio bagaglio ignorant-musicale sia abbastanza eterogeneo: sarà perchè seguo i Burgers con estremo interesse sin dagli inizi, o forse perchè con Fraser condivido un'insensata passione per l'alcol ed il fatto che entrambi parliamo un idioma di difficile comprensione. In ogni caso, dall'iniziale pop-punk rabbioso e scanzonato dei primi tre lavori si passa al punkrock meno veloce ma molto più introspettivo di "These Are Only Problems..."
Questa svolta viene rimarcata nell'ultimo lavoro, le canzoni in genere non sono velocissime e rispetto ai precedenti CD strizzano anche l'occhio all'orgcore d'oltreoceano. Dodici episodi, come ricordato nell'insano titolo, che raccontano di malessere esistenziale e disagio, di ospedali e battaglie perse in partenza. Il cantastorie Fraser ci è rimasto sotto, è soppravvissuto e ora si lecca le ferite come un cane bastonato. Ne esce un album che non risulta immediato all'ascolto ma che a tempo debito mostra con efficacia tutte le proprie caratteristiche peculiari. Brani ponderati e molto pesi, che fanno rimpiangere la spensieratezza dei lavori precedenti: i Murderburgers dell'anno di grazia 2016 ricordano musicalmente un mix tra Alkaline Trio e Lawrence Arms dei bei tempi andati (e giustamente l'album è licenziato anche dalla Asian Man), con -forse- anche una spolveratina di Banner Pilot. 
A questo punto, se rispettassi il manuale, dovrei citare alcuni brani meritevoli che hanno saputo catturare la mia attenzione per più 2 secondi (tempo standard per bere uno shottino di Ciemme): la verità è che non ne trovo, stranamente aggiungo, e le canzoni mi sembrano tutte sulla stessa falsariga. E di ciò non mi lamento. 
Mi autosmentisco in tempo record e metto in nomination "8am Headlights" soprattutto per il coro alla fine della prima strofa e la conclusiva "My Staple Diet Of Rice, Vitamins & Painkillers" che parla stranamente di ciò che c'e' scritto nel titolo e per l'accoppiamento "freezing cold". Il trio, formato da Fraser e due menestrelli più o meno a caso, gira spesso il globo in tour "giusto per rimanere poveri" (cit. bandcamp): mi auguro che anche quest'anno, anzi più probabilmente il prossimo a questo punto, passino per questo squallido Paese, così qualche carogna infame può sfondargli il furgone e fottersi strumentazione e quant'altro. Rammy hard!!!

lunedì 14 novembre 2016

Andrea Rock - Intervista

Per la gioia di Atom della Massoneria abbiamo intervistato Andrea Rock, il flagello della Carpazia, il travaglio della Moldavia. Mi incuriosiva sapere come si sta "dall'altra parte" e quindi ho snocciolato qualche domanda alla SNAFU. Devo dire che Andrea, senza dilungarsi in pipponi mentali, ci ha dato dei "pompinari onanisti". Trovo che mai definizione fu più azzeccata della sua. Voi cosa ne pensate?


1. Ciao Andrea, benvenuto nella Caserma SNAFU! Ci teniamo molto a questa intervista perchè vogliamo approfondire la tua conoscenza e quindi ci sembra giusto chiederti di farci subito una domanda tu...magari ti rispondiamo pure. Vai!
Ciao! Chi siete?
Pvt. Snafu: sono il soldatino Snafu e gestisco la baracca dal 2012. Avrei voluto parlare di tante cose nel blog, ma alla fine parliamo al 95% di punkrock e al 5% di qualsiasi altra cosa. Questo perchè quando parliamo di altre cose nessuno se le incula. In realtà siamo molto più aperti di quello che diamo a credere, ma dobbiamo mimetizzarci bene con l'ambiente in cui abbiamo deciso di vivere.

2. Ora tocca a noi, chi è Andrea Rock? Lo so che c'è la pagina di Wikipedia, ma voglio sentirlo dalla tua penna. Secondo te perchè ti stiamo intervistando?
Come ti dicevo quando mi hai scritto su Facebook, purtroppo non conosco ancora il vostro progetto, ma recupererò. Dal tono delle poche parole che si siamo scambiati, credo sia divertente per voi mettere un pò sotto torchio gli intervistati. Avete probabilmente scelto me perché sono uno che ha un sacco di haters, perché non seguo gli standard classici di chi è speaker di una radio mainstream.

3. Dai concerti in Cattedrale di Cusano Milanino con i Rosko's, Deadpoolhead e soci fino ai microfoni di Virgin Radio e al ruolo di frontman con Marky Ramone. Di strada ne hai fatta, ma in qualche modo la tua figura è un pò controversa. Hai la fortuna di poter portare il punkrock al di fuori della nostra micro-scena e farlo conoscere a qualche cristiano in più, ma in qualche modo è come se ti fossi dimenticato delle persone che hai lasciato in Cattedrale e che "tutt'ora sono lì". Sbaglio? Probabilmente mi dirai di si, ma voglio sentirtelo dire.
Il bello di avere un piede nel mainstream ed essere cresciuto con la filosofia DIY della cultura underground è avere ben chiaro quello che si vuole fare: io parlo ai ragazzi che incontro di quanto un pensiero indipendente e fuori dagli schemi non sia una debolezza. Lo faccio attraverso le canzoni, i dischi, anche semplicemente qualche articolo che scrivo per riviste indipendenti. Suono costantemente in piccoli locali, quindi conosco ogni weekend molte realtà simili a quella di Cusano, con le quali amo confrontarmi.

4. Il punkrock è un mondo che vive di lotte intestine, alla fine ci piacciono, ammettiamolo. Tutti abbiamo sempre pensato che se un RAMONE originale avesse dovuto scegliere un italiano per portarselo in tour avrebbe sicuramente scelto un Simone Riccobelli, un Chris Polecat o un Andrea Manges, gente che vive la scena Ramonescore ogni minuto. E invece la scelta cade su di te...apriti cielo! La gente ha gridato alla scandalo interplanetario: "Non lo abbiamo mai visto ad un concerto dei Ponches", La Massoneria Ramonica (noto pessimo blog gestito tuttavia da una brava persona) ti ha dedicato un articolo non troppo lusinghiero. Io non dico di essere d'accordo, ma effettivamente non è che ti si veda spesso in giro alle serate DIY dove veramente si vivono i Ramones fra sangue e sudore, e non sto parlando di quelle patinate con Pierò Pelù che fa finta di ricordarsi Pet Cemetery. Che mi dici?
Sono amico di Chris che proprio giovedì mi ha mandato un messaggio per complimentarsi per un mio brano recente. Mi ha fatto molto piacere perché è una persona che stimo molto umanamente e artisticamente. Però va detto che la scena Ramonescore è una realtà volontariamente chiusa, come dichiarano quelli della Massoneria. Era giusto che scrivessero quell'articolo su di me, non avrebbero potuto fare altrimenti. Io però non ho mai seguito le regole che le scene ti impongono; vado costantemente a seguire band dal vivo, dal pop al metal estremo, passando per tutto quello che c'è in mezzo. La chiusura mentale non serve a nulla. Per quanto riguarda la mia esperienza con Marky, chiudo il discorso dicendoti che è stato lui a chiedermi di cantare dopo che aveva sentito un ragazzo scelto dal presidente del Ramones fan club di Roma; non gli era piaciuto, mi ha chiesto di cantare tre pezzi la sera stessa. Poi abbiamo fatto 15 date assieme. Perché sono uno che s'impegna al massimo, sul palco come nel lavoro. E ogni tanto questa attitudine premia.

5. E' uscito il tuo singolo "Punk rock saved my soul". Ti va di parlarcene? A chi si rivolge esattamente? Voglio dire, con un titolo così, difficilmente conquisterai le simpatite dello zoccolo duro della scena poppunk alla ramones.
Non ho nessuna intenzione di conquistare la loro simpatia, che non arriverebbe nemmeno se pubblicassi un nuovo Rocket To Russia. Loro hanno il loro ambito che rispetto e del quale non faccio parte. PRSMS non è un brano punk rock, è un brano che parla di punk rock. È cristallina la cosa, mi sorprende quanto la gente si sia fermata solo al titolo. Su You Tube c'è il testo apposta. Celebra un genere che mi ha salvato la vita, senza il quale non avrei trovato il mio modo di interagire con il mondo esterno. È il mio tributo.

6. Hai detto che prima di ricevere la nostra mail non ci avevi mai letto. A questo punto mi chiedo che altre webzine tu legga. Non ti sembra il caso di smetterla, nel 2016, di leggere Punkadeka e Troublezine?
Leggo soprattutto blog esteri e mi concentro sui portali che promuovono musica nuova; è parte del mio lavoro. Sono costantemente alla ricerca di qualche nuova band da proporre o semplicemente della quale diventare fan. Trovo che il miglior compromesso in circolazione sia Salad Days.

7. E ora parliamo del tuo EP "Influences". Vai a ruota libera e sii convincente! Nella copertina c'è pure "Zabriskie Point" ritratto da Dario Maggiore... ti piace provocare i vecchi degli anni '90 tipo Speciani della OCW Records?
Il titolo è una dichiarazione di intenti; le esperienze di vita formano la persona che sei. Dario è un amico che ultimamente ho anche coinvolto nel progetto benefico PGA. A 15 anni passavo i miei sabati pomeriggio a bere le birrette, tra un giro in skate e l'altro, in attesa che Steve passasse in negozio, per ascoltare quella musica nuova che mi stava prendendo di brutto. Ricordo con piacere quegli anni.
Nel resto del disco, tratto anche altri tipi di influenze che possono influire (scusa la ripetizione) sulla vita di ognuno di noi.

8. Ora la smetto di parlare... sicuramente non ti ho fatto la domanda a cui avresti voluto rispondere. Fattela e rispondi.... e mi raccomando non linkarmi i tuoi social network, a quelli ci penso io!
Perché in Italia gli hater parlano e i supporter stanno zitti? La questione delle maggioranze silenziose è una realtà interessante con risvolti inaspettati. (come nella posta dei fumetti Marvel).

9. Marky Ramone ha la parruca? Secondo te perchè ad un certo punto si è messo a insultare CJ e Richie sui loro profili Facebook? In caso puoi dirgli di smetterla che non ci fa una gran figura...
Anche tutti i piccoli siti che si arrovellano su chi sia più o meno punk o su chi sia più o meno Ramones, non aggiungono nulla alla musica, che dovrebbe essere sempre il focus del discorso. Non amo chi affossa gli altri; preferisco spendere qualche parola in più su chi fa bene. Non ho seguito quanto mi stai riportando, quindi non posso darti una risposta più completa.

10. Ora sparami 3, dico 3, band italiane che tutti dovremmo ascoltare. E poi aggiungi 3, dico 3, band italiane che dovremmo boicottare.
Non serve a nulla boicottare qualcuno. È da persone piccole. Mi piacciono molto i Lags, gli Slander e i Jussipussi.

11. Secondo te tutta questa storia (ammicco, ammicco... alla Wintchester), quanto ha un fondamento di verità e quanto è dovuta alla repressione dei punkrockers "duri e puri" di rimanere relegati nell'underground più brutale? Che poi... gira molta figa nel tuo giro? Non ti sembra il caso di farla girare?
Ci sono due approcci alla vita; chi ama stare nella sua zona di comfort e chi si spinge in territori differenti, pur mantenendo i suoi valori. Io faccio parte del secondo gruppo di persone.
Le realtà troppo chiuse mi fanno pensare a persone con i paraocchi, persone poco aperte, poco liberali, che preferiscono farsi i pompini a vicenda (cit). E quello è il modo migliore per non beccare della figa. (Touché!)

12. Secondo te perchè il punkrock, per quanto noi ci sforziamo, tu ti sforzi, Dj Ringo si sforzi (ognuno a suo modo), non riesce ad affermarsi nuovamente tra i giovani? Ai concerti a cui vado io l'età media è 35 abbondanti.
Ci sono molti giovani che seguono il punk rock che incontro spesso nei piccoli locali, fuori dalla grandi città. Ai concerti Ramonescore ci sarà sempre lo stesso pubblico, come è giusto che sia. Ad ognuno il suo.

13. Ora che c'è Trump al potere secondo te Fat Mike tornerà a scrivere belle canzoni o continuerà ad essere mediocre come da anni a questa parte? Tu chi avresti votato?
Tra i due candidati, era veramente una scelta di scomodo in ogni caso. Six Years On Dope è un buon brano, forse perché lo canta Melvin.

14. Il 25 Novembre suono con la mia cover band dei Ramones a Caleppio di Settala (MI). Facciamo talmente cagare che in qualche modo mi pento di aver recitato la parte del "ramones fanatic" duro e puro in questa intervista. Non ti sembra il caso di venire a berti una birra con noi? Ringo lo abbiamo già invitato...
Se non suono e trovo qualcuno che guida volentieri. Mi hanno ritirato la patente perché bevo troppe birre con troppa gente. Ma... ogni tanto scrivere brani originali? Non è un pò comodo giudicare sempre e solo quello che fanno gli altri, senza uscire mai dalla zona di comfort? (Scherzo con amore, ma dovevo un po' provocarti anche io, no?)
Pvt. Snafu: volevo solo fare un pò di spudorata pubblicità, ma accolgo la tua provocazione. Tutti abbiamo degli scheletri nell'armadio dopotutto. Comunque ho militato anche in alcune band e composto parecchie canzoni. Nulla di indimenticabile. L'unica cosa di cui vado ancora un minimo fiero sono loro. Comunque a mio parere ci sono fin troppe band "originali" in giro che hanno abbassato il livello musicale in modo allucinante, quindi a pensarci bene sarebbe meglio ammazzare la vena creativa di alcuni e decidere di fare le cose un pò meno alla cazzo di cane ogni tanto. Eventualmente... non contate su di me!

15. Ti lascio andare sperando tu abbia trovato questa intervista stuzzicante. Magari preferivi rispondere a domande come "ma suoni col barrè o fai i power chord?", "Beso Negro o Pagliaccio?". Ma la verità è che non ce ne fotte un cazzo di ste cose. Però potresti sempre iniziare a passare in radio delle canzoni dei Riccobellis. Secondo te è fattibile fare una joint venture in questi termini oppure per radio dobbiamo continuare a sorbirci la favoletta secondo cui Pierò Pelù è il primo fan dei Ramones in Italia? Gabba Gabba Hey Andrea e grazie!
Credo che ai Riccobellis non freghi nulla di passare su Virgin Radio e che ai loro supporter, se li passassi, starei ancora più sul cazzo. (anche questo non fa una piega.... ma è brutto sentirselo dire). Lo ripeto, a ognuno il suo; pensiamo alla musica, rispettiamo le persone diverse da noi e cerchiamo di costruire qualcosa di positivo che possa migliorare la vita di chi è meno fortunato.
Grazie per l'intervista, grazie per lo spazio dedicato. Peace.

venerdì 11 novembre 2016

The Unknown Webzine - Intervista

Da qualche mese, anzi da praticamente un anno, esiste una nuova webzine in città (non so quale sinceramente, mi sono scordato di chiedere). Viene gestita da 2 ragazze, cosa incredibile per noi che siamo abituati ad una Caserma di salsicce, al blog Massone (che è un omone) e a Imbalzano (e la sua Torre di Babele fra le gambe). Ovviamente, appena scopro la cosa, mi informo, le contatto e faccio scattare subito l'intervista approfittando della settimana in cui mi sento ispirato per il blog (seguita solitamente da 2 mesi di silenzio). Il risultato decidetelo voi, se vanno supportate decidetelo voi, se preferite il blog della OCW decidetelo voi... loro sanno di essere sorvegliate speciali d'ora in poi. Vietato sbagliare!



1. Carissime Silvia e Bianca (in rigoroso ordine di seno) oggi siete qui riunite perchè in fondo in fondo siamo colleghi. Io ho una blogzine, voi una webzine e, oltre al suffisso "zine", mi sa che abbiamo in comune anche la stessa passione. Vi premetto che saremo bonariamente volgari, ma considerando che avete recensito bene gli Spaventapassere che hanno scritto un pezzo che si chiama "una calda sborrata nel culo" direi che non ci saranno problemi. A proposito, perchè avete recensito bene gli Spaventapassere? Non è proprio un grandissimo biglietto da visita....
Silvia: perché riteniamo che siano bravi, musicalmente ci sono piaciuti davvero tanto e i testi sono divertenti, non siamo due che se la prendono per una bestemmia di troppo. Alla fine diciamo semplicemente ciò che pensiamo, non lo facciamo per il biglietto da visita.

2. The Unknown è il nome della vostra 'zine. Quando nasce, perchè nasce e soprattutto perchè avete addirittura fatto delle t-shirt?
Silvia: nasce a dicembre del 2015, fondamentalmente avevamo bisogno di inventarci qualcosa da fare, una scrive, una fa foto, ad entrambe piace la musica, cosa c’era di meglio di una webzine? Era un progetto abbastanza confuso all’inizio, non sapevamo da dove iniziare, ne quale fosse il modo giusto per farlo, ma siamo due che vivono in pieno il sogno Americano, allora quale ispirazione migliore delle fanzine e label indipendenti della California degli anni 90? Volevamo dire la nostra, supportare le band emergenti e divertirci, fondamentalmente possiamo dire che ci stiamo riuscendo. Per le magliette ci servivano soldi ed era una mera scusa per schiaffare i nostri disegni su delle t-shirts, anche questo secondo noi fa molto anni 90, scusate la nostalgia.

3. Perchè scrivete i vostri articoli anche in inglese? Secondo le linee guida di Google mettere una doppia lingua nella stessa pagina web è un errore che penalizza la vostra indicizzazione sui motori di ricerca.
Silvia: beh, allora, perché.. di si. Problemi di Google.
Bianca: considera che ci sono centinaia di problemi sul nostro sito, penso che resteremo nascoste agli internauti, almeno che questi non ci trovino tramite Facebook, d’altra parte non ci appoggiamo nemmeno a qualche piattaforma come Wix o Wordpress quindi farci conoscere per noi tramite Google è ancora più difficile, ma non importa, scriviamo in inglese perché ci va.

4. Gli Honey secondo voi hanno il pene grosso oppure piccolo ma lo sanno usare bene? Andrete a vederli al Punk Rock Raduno della prossima estate assieme a The Livermores e Lillingtons?
Silvia: no comment, la leggerà mia mamma. (Si.)
Bianca: è una domanda che ha bisogno di un accurato studio per ricevere una risposta, non li conosco abbastanza, ma azzarderei un si. Comunque speriamo davvero di esserci al Punk Rock Raduno, purtroppo la scorsa edizione ce lo siamo perse.

5. Una domanda seria: sul vostro sito date l'impressione di crederci davvero e io non ho motivo di dubitarne. Tuttavia il mondo del punkrock non è famoso per regalare delle grandi soddisfazioni alla gente che ci crede. Voi siete all'inizio... pensate che potrebbe diventare noiosa la faccenda?
Silvia: ci crediamo anche troppo delle volte, ma è la nostra passione, non diventerà mai noioso. Basta cercarle bene le soddisfazioni e anche il mondo del punk rock può dartene. 
Bianca: è un mondo difficile da affrontare, non neghiamolo, ma non credo diventerà noioso, alla fine scrivere nella vita è tutto ciò che voglio fare, se mi annoio pure di questo non saprei davvero cos’altro inventarmi per vivere.

6. Quali sono gli ingredienti per un'ottima recensione? Anzi facciamo così: le recensioni sono ancora utili? Quanto spazio c'è per la soggettività e quanto per l'oggettività? Anzi meglio ancora... secondo voi le nostre recensioni sono utili? Ah mi raccomando rispondete a tutte le sotto-domande di questa macro-domanda.
Silvia: gli ingredienti per un’ottima recensione sono.. un cucchiaio di caffè, una fetta di pizza, pecorino q.b. e tanta onestà. Sempre. Certamente sono ancora utili, sopratutto quelle fatte alle band più “piccoline”, d’altra parte ci è capitato che le band ci mandino il loro materiale da recensire, penso serva anche a loro.
Q.b. per entrambi, non bisogna prendersi troppo sul serio, ma nemmeno lasciare andare troppo i sentimenti. Se le vostre recensioni sono utili? Si.

7. Ci leggevate prima di oggi? Che altre webzine leggete? Quali webzine non leggete e perchè? Perchè secondo voi I Buy Records non ha ancora chiuso?
Silvia: si, beh leggiamo Punkadeka, Dying Scene e altre, ad esempio c’è The Maze Punkzine, non ha molto online, è da considerarsi una fanzine con numeri stampati e tutto, lo trovo fantastico. Se Spazio Rock si può considerare una webzine quella assolutamente non la leggiamo, è la disinformazione fatta a 'zine. Pensa che addirittura una di noi (Bianca) è stata bannata perché i commenti scomodi non piacciono a chi ha il carbone bagnato. I Buy Records non ha ancora chiuso per lo stesso motivo per cui ancora tante altre non hanno chiuso.. buh.

8. Mi intervisterete per The Unknown? Se sì, perchè?
Silvia: si, perché mi stai simpatico.
Bianca: no.

9. Supponiamo io non sappia un cazzo di nulla, c'è qualche band figa che volete consigliarmi? Non vale dire Honey, non vale dire Spaventapassere e non vale dire Van Houtens.
Silvia: Orangewig, Frode Alimentare, Mr. Day, The Livermores (che hai già citato), The Chromosomes, Leftovers, Snoopers, Well Planned Attack, Umberto Emo, Kill The Mayor. E i Turnaways, da oltreoceano, in realtà molte altre, ma vabeh.
Bianca: Quelle che ha detto lei. Più The Mugwumps, sono tipo simpaticissimi, I Like Allie, The Vaseliners, Destroy Boys, Rising Over, Lost Love, Water Mane, Massoneria Ramonica, i Cut. E tante altre, diciamo che queste sono quelle con cui abbiamo lavorato maggiormente, ma ci sono tante altre band che valgono oro. Ah! Ah! Non so se conosci gli SWMRS (Swimmers), ma loro sono tipo il mio amore (non tanto) segreto.

10. A proposito dei Van Houtens, perchè li supportate? Fa strano vedere sul vostro sito articoli sui Vapids e poi sui Van Houtens. Cosa direbbe Speciani della OCW Records se lo venisse a sapere?
Silvia: perché sono fantastici, bravissimi e no, okay, aspetta.. seriamente. Sono bravissimi. Beh musicalmente sono bravissimi e nei testi sono dei geni, io non riuscirei mai a scrivere testi così geniali, ma rasenti al trash. Li amo.
Bianca: sono un duo improbabile proprio come noi. Tra le altre cose sono tipo una delle prime band di cui abbiamo scritto e con noi sono stati gentilissimi, mi piace considerarli un pò degli amici, anche se probabilmente ci bloccheranno su Facebook a breve. Ad ogni modo, musicalmente valgono davvero tanto e hanno influenze da ogni tipo di musica, Alan è tipo la persona più punk che abbiamo incontrato finora. Cosa direbbe Speciani non lo sappiamo, se vuole dircelo sa dove trovarci.

11. A proposito di cagacazzo... gestire una 'zine è difficile come gestire una band. A mio parere devi darti un'identità ben definita. Non puoi fare tutto e il contrario di tutto. Non può sempre essere tutto bello o tutto brutto. Non puoi recensire bene gli Spaventapassere e poi parlare bene anche dei Manges. Non so se mi spiego, ma penso di sì. Anzi no. Qello che voglio dire è che nella "nostra scena di merda" si fa presto a perdere di credibilità... quali armi avete al vostro arco per non commettere passi falsi?
Silvia: il caffè, la pizza, pecorino e sempre tanta onestà. Ascoltiamo tutto quello che ci sottopongono e pian piano stiamo crescendo, imparando dagli errori che abbiamo commesso e che continuiamo probabilmente a commettere, ma ci mettiamo il cuore e credo sia questo l’importante e anche se questa è una scena di merda dà comunque tante soddisfazioni. Bianca vuole aggiungere che siamo simpatiche.

12. Fate una domanda alla Caserma e se la azzeccate vi rispondiamo pure.
Silvia: Hilary o Trump?
Pvt. Snafu: diciamo nessuno dei due. All'inizio Trump mi spaventava parecchio, ma informandomi un minimo sulla Clinton (e sui Clinton)... insomma in confronto gli Underwood di "House of Cards" sono delle pippe. Trump è un folle a cui piace la patata, la Clinton è un'ipocrita con le mani sporche di sangue (e se lo dico io che son soldatino). Alla fin fine la penso un pò come Sgarbi a Matrix. In ogni caso la Terza Guerra Mondiale è vicina, sul serio e alla fine anche la Generazione di Facebook dovrà perdere la verginità in trincea. La storia è un cerchio che si ripete, dannazione!

13. Siete state a Montecchio, la Mecca del punkrock italiano causa eccessivo uso di alcool e situazione generale veramente in crisi mistica. Cosa ne pensate? Tipo io non ci sono mai stato e tutti ne parlano benissimo. Mi piacerebbe avere anche un vostro parere.
Silvia: è una grave pecca che tu non ci sia ancora stato, è un pò il CBGB italiano, si respira un’aria d’altri tempi, vale davvero la pena farci un salto ogni volta che c’è un evento, è oro per la scena, sopratutto per il punk rock, che vive giorni duri.

14. Sicuramente mi sono dimenticato di farvi una domanda importante quindi vi lascio lo spazio per rispondere alla "domanda che non sono riuscito a farvi". Se osate linkarmi i vostri social network vi stacco la testa a morsi. Usate bene questo spazio... ai link vari ci penso io.
Silvia: non sono brava in queste cose, non ne ho idea. Supportate la scena, sempre.
Bianca: okay, ecco.. è da quando abbiamo letto le domande che penso a cosa dire per questo spazio, ma forse ci ho pensato troppo e non ne ho idea. Voglio dire, ci sarebbero un’infinità di cose di cui parlare, ma fondamentalmente non c’è nulla. Okay forse è importante ricordare che bisogna sempre ragionare con la propria testa e accettare il fatto che non tutti la pensano come te, questa è la linea guida del nostro progetto.

15. Nel vostro sito mettete addirittura i vostri numeri di cellulare... è una cosa talmente anni '90 che potrei apprezzarla. Deduco che siete single...
Silvia: siamo anni 90 inside, e si.
Bianca: ma non ci ha ancora chiamate nessuno. (Maggiore Lupo da Montecchio che cazzo aspetti?)

16. Perchè non vi siete ancora iscritte al nostro canale Telegram? La prima regola della scena è: "partecipa alla scena anche se non te ne fotte una sega". Ah, e poi le notifiche si possono silenziare!
Silvia: io non ho Telegram, ma provvederò a scaricarlo. (ad oggi non lo ha ancora fatto)
Bianca: il mio cellulare appena supporta WhatsApp.

17. Chiudo con la domanda numero 17: Il miglior disco del 2016? Non vale citare quello degli Spaventapassere. 
Silvia: "Summer Love" dei Turnaways.
Bianca: se parliamo solo di album gli SWMRS.

http://www.theunknownmusic.com/
https://www.facebook.com/theunknown.musicmagazine

giovedì 10 novembre 2016

Höney - Intervista

Gli Höney in un momento quotidiano

1. Ciao ragazzi e grazie per esservi prestati a questa intervista, ve ne pentirete! Rompiamo subito il ghiaccio e scaviamo nella vostra vita privata: chi di voi cucca di più le ragazze ai concerti? Non fate i timidi che se no vi tiro fuori io i nomi che voi non volete fare (ho ottimi informatori).
Quello che cucca più di tutti è 10 perchè è alto e gioca a basket!

2. Partiamo subito caldissimi e cerchiamo di conoscervi meglio.... fateci quindi una domanda e noi cercheremo di rispondervi.
Tu/voi quanto cuccate ai concerti??
Pvt. Snafu: Io un cazzo e gli altri nemmeno. La scusa ufficiale è che non ci sono fighe a Milano che ascoltano punkrock... la realtà è che anche se ci fossero non cuccheremmo lo stesso. Però lascia che io ti dica una cosa: se fossimo a Roma, ecco lì a Roma sicuramente qualcosina infiocineremmo... ce n'è così tanta che se lo tiri fuori per fare la pipì metti in cinta una che per sbaglio passava.

3. Se avessi una band sicuramente non la chiamerei mai Höney. Invece voi come vi giustificate in merito?
Perchè siamo dolci e ci piacciono i dolci ahah, scherzi a parte ha più significati e ci rivediamo un pò in questo, anche se principalmente suoniamo punk rock/pop punk vogliamo rimanere aperti per la scrittura dei pezzi, se scriviamo un pezzo che suona bene ma suona poco punk rock non ci importerebbe troppo, l'importante per noi è scrivere belle canzoni! i due puntini sulla "o" li abbiamo messi perchè ci piacciono i motörhead, sopratutto a ricky!

4. Dai facciamo i seri, parlateci un attimo del vostro ultimo disco. Avete ricevuto le attenzioni della Striped che, diciamocelo, appartiene ad un mondo “ramonico” che a prima vista vi rappresenta poco. Cosa ci dite a riguardo?
Inizialmente abbiamo conosciuto Andrea della Striped a una delle ultime date del Velvet di Rimini, avevamo aperto ai Manges insieme ai Teenage Bubblegums e Onoda, poi gli abbiamo passato i pezzi tramite Alex Bounty, si vede che il tutto gli è piaciuto e lo ha trovato interessante. Così ci siamo incontrati per parlare e Andrea ci è subito piaciuto, molto chiaro e diretto, tutt'ora ci stiamo trovando molto bene a lavorare con lui, sempre disponibile e stra gentile!

5. La scena “ramonescore” nella quale vi siete gettati (o siete stati gettati) è la più chiusa, bigotta e nazista del panorama musicale. Lo percepite questo o per adesso è tutto rose e fiori? C'è gente con molta più esperienza di voi che tutt'ora viene presa a salamelle in faccia solo per colpa di aver provato a metterci piede (ogni riferimento ai Latte + è puramente casuale).
Sinceramente per adesso no! Siamo stati considerati da qualcuno "pop", ma per il momento nulla di più! comunque noi siamo in piena e andiamo avanti carichi!!

6. Mi sto inventando tutto oppure avete effettivamente un background “diverso”? Lo capiamo subito da questo: diteci i 3 dischi con i quali siete cresciuti.... non abbiate paura, fra i miei c'è “Enema of the State” e ne vado fottutamente fiero.
Luca: Dookie, anche per me Enema of the state e So long and Thanks for all the shoes
Ricky: Nevermind the bollocks, Motorhead e rocket to russia
10: Tracy chapman - self titled, Queen - innuendo/the miracle, Millencolin - pennybridge pioneers  

7. Secondo voi perchè a Speciani della OCW non piacete?
Sinceramente non lo sappiamo, non sapevamo nemmeno di non piacergli fino ad ora! ahah

8. Un po' di gossip dai... come vi sentite a sapere che l'anno prossimo suonerete al Punk Rock Raduno condividendo il palco con i Lillingtons?
Grazie per averci svelato che ci saranno i Lillingtons!! Comunque già eravamo stracarichi prima di questa notizia, ed ora bhè lo siamo ancora di più!

9. Come la prendete la storia della musica? Si, insomma, quanto vi prendete sul serio? Sul vostro facebook ho visto una foto di uno di voi con le chiappe di fuori... non saprei cosa pensare. Ma forse è solo invidia... io ho sempre suonato con Lollo e se faceva lui una cosa del genere ci facevano chiudere il Myspace. Ah... sapete chi è Lollo vero?
La prendiamo molto seriamente, ci impegnamo molto e cerchiamo di fare sempre il nostro meglio! Riguardo alla foto nulla di particolare, l'abbiamo trovata in mezzo a tante foto scattate al BayFest e ci sembrava divertente! Lollo? chi Lollo? conosciamo tanti Lollo! (che bomba Myspace)

10. Vi vestite come i NOFX nel 97, deduco vi piacciano. Quanto fa cagare il loro ultimo disco da 1 a 100? Dove 1 significa “un sacco” e 100 “veramente un sacco”. Per me morti dopo “Coaster”, a sorpresa, perchè “Wolves in wolves' clothing” faceva comunque cagare.
Io (Luca) ho anche la stessa panza che aveva Fat Mike quella volta ahah! L'ultimo album è figo! L'unica pecca che ha è la mancanza di ritmi veloci con cui ci hanno sempre gasato! Dai non puoi dire che il Self Entitled del 2012 non è figo! (Fa cagare a spruzzo figa!)

11. Leggevate SNAFU prima di questo momento? Se si, perchè? Se no, come mai? Avete altre blogzine o simili da consigliarci? Dato che presumo non ce le abbiate, chi di voi ha il pene più grosso?
Conosciamo SNAFU da poco, e sinceramente non sappiamo chi consigliarvi come altra blogzine, quindi rispondiamo subito alla domanda più "importante", il pene più grosso ce l'ha sicuramente Ricky ed è anche quello che ce l'ha spesso più fuori dai pantaloni e non per cuccare!

12. Ditemi una band italiana giovane che vi piace. Poi ditemi una band italiana giovane che vi fa cagare (e non vale dire Höney, ma vale dire Volkov). Ed infine ditemi una band in cui milita almeno una donzella che vi bombereste senza ritegno (e non vale dire Against Me!).
Qui impossibile metterci d'accordo ahaha quindi ti dico io (Luca) che una band italiana che mi piace sono i The Razorbacks da Roma, una che ci fa cagare invece non saprei ce ne sono così tante ahah (compresi noi ovviamente)! Ce ne sono tante di band in cui milita una donzella che ci faremmo senza ritegno, tipo I Distillers, i The Muffs, i Not On Tour o Le Bombpops!

13. Fra poco suonerete in Skaletta, cosa vi aspettate dalla Mecca del ramonescore? Che altre date degne di nota dobbiamo appuntarci? A parte il Punk Rock Raduno 2017 ovviamente.
Si esatto precisamente sarà il 3 dicembre, ci aspettiamo gente carica!! Saremo al Bronson di Ravenna per halloween, il 5 novembre a Palermo e il 26 novembre a Roma, vi aspettiamo ad almeno una!! (Le date già passate denotano il loro ritardo nell'inviarmi le risposte)

!4. Siete passati su Radio Bam e vi stimo molto perchè rappresentate tutto quello che BAM ha sempre odiato quando era giovane e giocava a fare la snob. Se non lo sapevate ve lo dico io. Secondo voi perchè le 'zine giocano a fare le snob? Tipo noi insomma.... siamo seri, avreste preferito la classica recensione che non dice un cazzo ma vi lecca il culo oppure una tipo la nostra che non dice un cazzo e basta?
Tra una scherzata e l'altra ci hai chiesto più cose di chiunque altro prima, ed è stato figo rispondere a tutto! (Paraculi ahah)

15. Lo so, sono poco professionale nelle interviste. Secondo voi cosa non vi sto chiedendo di realmente fondamentale? Giocatevela bene la risposta ragazzi, che se la usate per linkarmi i vostri social network vi banno in tempo zero.
Per esempio cosa trattiamo nei nostri pezzi, o da dove prendiamo ispirazione...
(Mi sembrava scontato dire che avreste dovuto anche rispondervi a questa domanda.....)

16. Vi lascio con questa leggenda metropolitana secondo la quale in Romagna c'è della gran patonza. Confermate? Dato che presumo direte di si, perchè non avete ancora scaricato Telegram e voi e le vostre amiche non vi siete ancora iscritti al nostro canale SNAFU? Vi do tempo 1 giorno... e ora vi saluto pure! Riiii-poso ragazzi.
La "patonza" presumo sia la classica gnocca vero? comunque rispondiamo si in ogni caso! ahah provvederemo per telegram e faremo iscrivere le nostre amiche più belle al canale SNAFU! Grazie mille per l'intervista, è stato un piacere per noi!!!

https://www.facebook.com/Honeypunkrawk
http://www.honeypunkrock.com/
https://honeypunkrock.bandcamp.com/

mercoledì 9 novembre 2016

The Bat Bites + Volkov (Montecio Cool Kids s03e04)



Sabato live sul palco del nostro CBGB'S (aka Circolo La Mesa) suoneranno:

★ The Bat Bites sono l'ennesima prova che il dio del punk rock esiste, e vive a Rotterdam.
Merel guida il quartetto olandese dei "morsi di pipistrello" che vede Florian al basso, e il 50% degli Apers: Mikey alla chitarra, e Ivo alla batteria (I-vo! I-vo! I-vo! I-vo! I-vo! I-vo! I-vo! I-vo!).
"Creatures of the nights" e "Take it, it's free" sono i due Ep con cui la band si è presentata al grande pubblico, ma è con l'album "The Bat Bites" (uscito per Monster Zero) che ci hanno rubato il cuore. 13 canzoni dove la voce femminile e quella maschile si uniscono alla perfezione, il tutto sublimato da ottimi riff di chitarra, e ritornelli da sing along col dito al cielo.
Purtroppo i Bat Bites hanno deciso di sciogliersi dopo 7 anni di onorata carriera, a causa dei numerosi impegni di ciascun membro della band, perciò questa sarà l'ultima opportunità per vederli in Italia. Imperdibili è dir poco.

★ I Volkov vengono da Medjolanugrad, un quartiere di San Pietroburgo, e sono il quartetto di punta del punk rock russo in salsa Ramones.
Lollov, Silvakov, Imbalzoskij, e Specianin non nascondono il loro amore per il 4/4 e le canzoni di durata inferiore ai due minuti, e "Planet 13" ne è la prova.
L'album uscito per One Chord Wonder e Moms Basement Records gode di grandissima orecchiabilità, ma è dal vivo che la band dà il meglio di sè. Vedere per credere.
Caldamente consigliati anche ai punk rockers più freddolosi.

✔ La festa inizia alle ore 21.30.
✔ Inizio concerto ore 21.45 -orario reale-
✔ ENTRATA GRATUITA - grazie a:
Blunt Streetwear
Lucky Brews - Birra Artigianale Italiana
Mr. acconciatori
Pain t of Mind
✔ Tessera Arci/Uisp 2016 obbligatoria
(se sei senza puoi farla all'entrata)
✔ Birra artigianale a fiumi (e a prezzo onesto)
✔ Cibo a tutte le ore
✔ Tanto amore


♥ Media Partner: The Unknown & Vicenza Underground

☢ SPOILER ALERT ☢
▶ Venerdì 23.12 -> TOUGH + Mighty Goose